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10 gen 2022

Lazio, compleanni amari per il club e per Sarri

La sconfitta contro l'Inter aumenta la delusione per una stagione scivolata troppo presto sui binari dell'anonimato

10 gen 2022
giusy anna maria d'alessio
Sport
Maurizio Sarri (Ansa)
Maurizio Sarri (Ansa)
Maurizio Sarri (Ansa)
Maurizio Sarri (Ansa)

Roma, 10 gennaio 2022 - Periodo di compleanni ma di regali neanche l'ombra: né la Lazio, che ieri ha spento 122 candeline, né Maurizio Sarri (da oggi 63enne) al Meazza hanno raccolto alcunché se non la consapevolezza sempre più forte che anche quest'anno la zona Champions League, obiettivo dichiarato di inizio stagione, resterà un'utopia.

Dall'Inter... all'Inter

 I 9 punti di ritardo dall'Atalanta (che ha anche una partita in meno) sembrano ormai un solco incolmabile sia a livello aritmetico sia psicologico, con molti protagonisti del mondo biancoceleste che non nascondono più l'amarezza per una bandiera bianca alzata praticamente già a metà stagione. Eppure, non tutto ciò che è successo ieri a San Siro, dove l'Inter si è imposta grazie alle reti di Bastoni e Skriniar, è da buttare: banalmente si comincia dal gol realizzato da Immobile praticamente in occasione dell'unica sbavatura della retroguardia di casa, a testimonianza del killer instinct sempre presente nel capitano nonostante il rigore sbagliato contro l'Empoli. Riavvolgendo il nastro proprio fino alla gara dell'Epifania, è impossibile non notare delle differenze sostanziali in termini di compattezza. Certo, di fronte c'era la capolista contro la quale la caccia agli stimoli è anche superflua: stimoli da trovare pure al cospetto di avversari sulla carta meno blasonati di quell'Inter che finora l'unica sconfitta in campionato l'ha incassata proprio contro la Lazio. Roba di un girone (non simmetrico) fa, quando i biancocelesti sembravano avere tutte le carte in regola per mantenere la residenza fissa nei piani più nobili della classifica. Cosa è cambiato da allora?

Paura Acerbi

Tutto e niente, verrebbe da dire. Tutto proprio per il suddetto ragionamento legato a quelle ambizioni che sarebbero state mortificate dai tanti punti lasciati per strada contro formazioni sulla carta meno attrezzate. Niente nel senso che i numerosi problemi che la squadra si trascina da inizio stagione sono rimasti lì: dalla fragilità difensiva (già 39 le reti subite in campionato) di certo non aiutata dall'ennesimo guaio muscolare occorso ad Acerbi alle varie situazioni contrattuali tuttora in bilico, senza dimenticare quel discorso 'indice di liquidità' così astruso per Sarri nonostante il suo passato in banca. Insomma, il 'vorrei ma non posso' della Lazio rischia di trascinarsi dal campo al mercato, con conseguente mancato arrivato di un difensore anche qualora gli esami strumentali ai quali sarà sottoposto Acerbi dovessero emettere il verdetto peggiore.

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