Simone Inzaghi dà indicazioni ai suoi durante la sfida col Sassuolo all'Olimpico
Simone Inzaghi dà indicazioni ai suoi durante la sfida col Sassuolo all'Olimpico

Roma, 12 luglio 2020 - Dai record infranti, ai flop stagionali. La Lazio post-lockdown è irriconoscibile. Lo dicono i risultati, i numeri, l’atteggiamento in campo. A tratti arrendevole, vulnerabile quando subisce gol, incapace di reagire. Prima dello stop del campionato, i biancocelesti avevano perso soltanto 2 incontri sui 26 disputati (contro Spal e Inter). Nelle ultime sei invece, sono arrivate 4 sconfitte e 2 vittorie sofferte in rimonta. La difesa, che era stata la migliore del campionato fino alla 26esima giornata, da quando è ripresa la Serie A subisce esattamente due gol a partita. Sono 12 le reti incassate negli ultimi sei match. E l’attacco non segna più. Immobile fa fatica, Caicedo anche, Correa è ai box, Adekanye non è ancora pronto. Solo due gol nelle ultime tre contro Milan, Lecce e Sassuolo, mentre nel pre-lockdown la media era superiore ai due gol a partita. Poca corsa, la Lazio non domina più ma viene dominata dagli avversari. La macchina perfetta di Inzaghi si è inceppata, vuoi le partite ravvicinate per la quale la squadra non era pronta, vuoi una preparazione per la ripresa sbagliata, vuoi le cinque sostituzioni che di certo non favoriscono una rosa corta falcidiata da infortuni, a discapito delle altre squadre. Fattori che hanno creato tensione anche nello spogliatoio. Dopo la sfida col Sassuolo, ci sarebbero stati alcuni duri confronti sia all'interno del gruppo, sia tra giocatori e staff sanitario. La società ci ha tenuto a smentire immediatamente l’accaduto, ma il sentore che qualcosa si sia spezzato è palpabile.

Serve trovare il bandolo della matassa in fretta. O almeno finché si è in tempo. Anche perché, se la corsa scudetto sembra compromessa (sono otto le lunghezze dalla Juventus), rimane comunque un secondo posto da difendere, e una pratica Champions da chiudere il prima possibile. L’Atalanta dista ormai un solo punto, l’Inter se dovesse vincere il prossimo impegno, agguanterebbe i biancocelesti a quota 68. Le inseguitrici per la Champions distano 14 punti, ne rimangono a disposizione 18. Il traguardo minimo sembra facilmente raggiungibile, ma se non si inverte presto la tendenza, potrebbero arrivare spiacevoli sorprese. Domani a Formello dovrebbe andare in scena un confronto fra Inzaghi, il suo staff e la squadra. Serve un ultimo sforzo per non trasformare una stagione che sarebbe potuta essere trionfale, in una grande delusione.