Alessandro Murgia e Simone Inzaghi
Alessandro Murgia e Simone Inzaghi

Roma, 13 marzo 2018 – È una Lazio arrabbiata ma comunque ancora in corsa per raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio campionato, quella tornata dalla trasferta di Cagliari con un pareggio ottenuto in extremis grazie ad una prodezza di Immobile. Un periodo complicato, di evidente stanchezza, ma anche sfortuna, che Inzaghi e i suoi ragazzi sperano di superare al più presto. Per parlarne, ai canali ufficiali della società è intervenuto il centrocampista Alessandro Murgia: "Dobbiamo essere concentrati, manca ancora abbastanza. Serve motivazione e cattiveria agonistica per guardare alla prossime partite con positività. Gli episodi hanno provocato rabbia che dobbiamo essere bravi a riportare sul campo per restare concentrati sui nostri obiettivi. È difficile accettare episodi tanto chiari, ma siamo giocatori e dobbiamo dare il meglio. Gli arbitri fanno le loro scelte, noi dobbiamo pensare solo ad ottenere i risultati”. Tanto dovrà fare soprattutto Simone Inzaghi, che ha il compito di allontanare la squadra dalle polemiche che si sono create per i continui errori arbitrali: “Il mister sotto il punto di vista motivazionale è tra i migliori in Serie A. Io ho visto la sua crescita ed è fantastico: ci dà grande carica, noi dobbiamo essere squadra e lavorare verso i nostri obiettivi. Siamo un gruppo fantastico e anche la società ci sta aiutando, bisogna remare tutti dalla stessa parte”. Il prossimo impegno è alle porte, con la Lazio che giovedì scenderà in campo a Kiev negli ottavi di ritorno di Europa League: “Servirà una gara intensa, di lucidità e concentrazione. In Europa basta un attimo e ti fanno male: saremo aggressivi, vogliamo portare a casa la qualificazione. Sarà un campo difficile e farà molto freddo, ma prepareremo la sfida al meglio per ottenere un risultato positivo".

Murgia è anche l'eroe della Supercoppa Italiana, che la Lazio ha conquistato ad inizio stagione contro la Juventus: "Alla Supercoppa penso spesso, è stata un'emozione fantastica. Mi dà la carica per guardare avanti e far sì che sia solo un punto di partenza. Ho realizzato un sogno: sono cresciuto con questa maglia e ogni bambino sogna un gol in finale all'ultimo secondo. Per me è stata un'emozione indescrivibile che non dimenticherò mai. Non voglio essere però solo l'uomo del 3-2, voglio dare una mano alla squadra”. Infine conclude: "Nel calcio servono tante componenti: fortuna, bravura e voglia di arrivare. Il mister mi ha stimolato, sgridato tante volte. Tutto quello che ho ottenuto l'ho ottenuto faticando e credendo in quello che faccio. La strada davanti è molto lunga, voglio raggiungere tanti obiettivi. La piazza è difficile, ci sono tanti giocatori forti. Ma mi sento orgoglioso e all'altezza di far parte di questo gruppo".