Antonio Conte
Antonio Conte

Milano, 15 febbraio 2020 – Non è una sfida Scudetto per Antonio Conte. Lazio-Inter è partita di alta classifica ma tra outsider, è questa la definizione fornita oggi in conferenza stampa dal tecnico nerazzurro sul match dell’Olimpico. Domani potrebbe esserci comunque il primo spartiacque stagionale nella lotta al vertice e per l’Inter c’è un ciclo di match importanti da affrontare.

Non sarà una partita facile, banalmente la Lazio è una delle squadre più in forma del campionato e sente, dopo tanto tempo, odore di Scudetto. Il pensiero di Conte: “Sarà un match ad alto indice di difficoltà – ha ammesso – La Lazio è ormai una realtà consolidata e si sta imponendo anche con diversi trofei vinti. C’è un ottimo lavoro di Inzaghi. Sfida Scudetto? No, la considero una sfida tra outsider”.

C’è grande curiosità sulle condizioni di Eriksen e Handanovic, il primo deve ancora entrare nei meccanismi nerazzurri, il secondo è ai box per una infrazione al dito. Le parole di Conte: “Christian sta lavorando e capendo certe situazioni che gli vengono richieste – ha ribadito il tecnico – Contro l’Udinese l’ho forzato, ora c’è la possibilità di lavorare e quando è entrato ha inciso. Lo vedremo titolare quando lo riterrò opportuno”. Su Handanovic, invece, Conte glissa: “Delego ai dottori, questa è una stagione strana con 6-7 infortuni traumatici e non muscolari, speriamo a breve di avere tutti a disposizione”.

Si è passati poi a temi arbitrali, sempre di attualità tra discussioni e polemiche. Ma Antonio Conte si è detto contrario alla challenge Var dalla panchina: “Non mi piace, io non devo chiamare nessuno. Se c’è una situazione chiara devono vederla loro, non chiamare io. Abbiamo già tante cose a cui pensare e quando mostrano le immagini sono chiare per poter decidere. La trovo una cosa non utile”. E’ però evidente come in alcuni casi le difficoltà degli arbitri sembrino palesi: “Ci sono alcune situazione che lasciano perplessi – ha chiosato Conte – Noi crediamo sempre alla buona fede e se non pensassimo questo dovremmo alzarci e andare via. Ci sono gli errori, ci sono sempre stati e la speranza è che ce ne siano sempre meno”.