Joaquin Correa
Joaquin Correa

ROMA, 24 marzo 2020 – Una situazione difficile per tutti, nella quale nessuno si sarebbe voluto ritrovare. L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio l’Italia, tutto si è fermato, anche il calcio ha dovuto farlo. I giocatori sono bloccati in casa come tutti, lontani della proprie famiglie, dai loro affetti. È il caso di Joaquin Correa, bloccato a Roma in attesa che la situazione possa risolversi: “Ho i genitori e la fidanzata lontani, è brutto, anche loro sono preoccupati. La mia giornata tipo è sempre uguale, mi alzo presto, organizzo le cose qui a casa, prendo il mate tre o quattro volte al giorno, mi alleno. Al mattino faccio un po’ di tapis roulant, cerco di cucinare qualcosa di diverso ogni giorno. Faccio un po’ di palestra nel pomeriggio, leggo un po’, gioco alla Play Station, mi vedo un po’ di film”, ha spiegato l’argentino in un’intervista video concessa a Sky Sport.

Manca la quotidianità, manca il campo. La Lazio rimane però una famiglia unita: “Con i miei compagni ci sentiamo sempre, mister Inzaghi ci tranquillizza. Ogni tanto ci scrive per darci un po’ di calma. Siamo lontani ma anche vicini”, ha proseguito. Un vero rimpianto l’aver dovuto interrompere una corsa così bella, sia a livello di squadra che personalmente: “Io venivo da un infortunio, ma penso che tutti stavamo bene, anche quelli che non giocavano. La forza del gruppo ha fatto la differenza, adesso dobbiamo concentrarci, allenarci bene e ripartire tutti alla grande. Ripresa? È strano fermarsi quasi due mesi, sarà dura per tutti, è come se inizierà una nuova stagione al rientro, ma ci teniamo a fare bene. Pensiamo giornata dopo giornata, speriamo che tutto questo rimanga un brutto ricordo. Vogliamo finire il campionato e divertire i tifosi che sono sempre insieme a noi", ha concluso l’attaccante della Lazio.