Ciro Immobile
Ciro Immobile

Roma, 17 novembre 2020 - Si allungano i tempi d’indagine da parte della Procura sul caso tamponi in casa Lazio. Il procuratore Chinè insieme ai suoi collaboratori, continuano a raccogliere il materiale necessario interpellando i vari protagonisti della vicenda. Prima il dottor Pulcini e il dottor Rodia, ora invece potrebbe essere convocato anche Lotito. Sotto giudizio è finito il comportamento del club, e le comunicazioni varie con le Asl. A fare chiarezza sulla situazione però, ci ha pensato il legale difensore della Lazio, l’avvocato Gian Michele Gentile: “Tamponi ballerini alla Lazio? Abbiamo due processi, uno sportivo ed uno in Campania nella quale si parla solo della prassi burocratica della Figc su chi deve segnalare un eventuale positivo. Mai messo in discussione che non si siano mai messi i risultati dei tamponi”, ha dichiarato in una lunga intervista a Radio Punto Nuovo.

Gentile: "Immobile negativo prima del Torino"

Poi ha proseguito: “Sarebbe una follia se un presidente mandasse a giocare un calciatore positivo per poi far positivizzare anche gli altri. Nessuno dei giocatori della Lazio, a qualsiasi sistema si faccia riferimento, italiano o europeo, è sceso in campo col minimo dubbio. Immobile, prima di scendere in campo col Torino, aveva fatto un tampone venerdì che aveva accertato la negatività, dopo un ciclo che aveva testimoniato lo stesso percorso, come accertato anche dalle indagini. Il gene N? Un sintomo di una situazione di malessere che non è inequivocabilmente sintomo del coronavirus. Quando compare va fatto il tampone molecolare, se il molecolare è negativo, allora il gene N è sintomo di altro. Il problema è che la Uefa dà risalto al gene N, dice che è sintomo di coronavirus. La Lazio ha mandato i tamponi al Campus Biomedico: quando il Campus ha detto che i tre calciatori avevano il gene N, la Lazio ha fatto i tamponi che hanno dato esito negativo. Nessun calciatore è entrato in campo con il dubbio che potesse essere positivo”. Infine conclude: “L'unica contestazione fatta alla Lazio è stata quella di non aver fatto la segnalazione alla Asl, ma che parte da una errata revisione della nomenclatura giuridica, perché è il laboratorio a dover comunicare. Il laboratorio di Avellino ha fatto qui i tamponi ed ha dato regolare comunicazione all'Asl di Roma. La contestazione che ci è stata fatta dalla Procura Federale è un ritardo di due giorni”.

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