Francesco Acerbi
Francesco Acerbi

ROMA, 26 marzo 2020 – A suon di ottime prestazioni ha conquistato i tifosi della Lazio. Dedizione, passione e impegno costante. Francesco Acerbi si è fatto apprezzare soprattutto per questo, e ha attirato anche le attenzioni di due club importanti come Inter e Chelsea. Da Roma però non si muoverà, la società non intende privarsene. È il leader della difesa, l’intoccabile di Simone Inzaghi. "Il calciatore più difficile da marcare? I più difficili sono quelli completi, che hanno tutte le caratteristiche, quindi Higuain, Dzeko. Alcuni calciatori hanno doti particolari, ma quelli completi sono più imprevedibili", ha commentato il difensore biancoceleste in una diretta Instagram in cui si è raccontato a tutto tondo, scoprendo anche alcuni aspetti della sua vita privata. “Vado anche da uno psicanalista. Per migliorarmi come uomo e in quello che faccio. La determinazione dipende anche da se stessi, e quindi la volontà di migliorare è alla base di tutto. Io sempre in campo? Sì, voglio sempre giocare. E' vero che in alcune partite sono un po' più stanco, ma a volte uso la testa. Nel mio ruolo è importante usare la testa. Poi il riposo c'è durante la settimana".

A Roma si è ambientato subito nonostante una pesante eredità lasciata da De Vrij. Ha stretto amicizia con tutti, in modo particolare con Immobile, suo compagno di avventure alla Lazio e in Nazionale: "Ciro già l'anno scorso aveva dimostrato di essere un grande. Quest'anno ha trovato equilibrio, serenità e convinzione. Quindi, come tutta la squadra, sta dando il meglio. Se lo sento? Certo, abbiamo un buon rapporto". Parole al miele anche per Luis Alberto: “Un giocatore straordinario. Si vedeva già in passato, poi quest'anno ha trovato continuità. Ma le qualità son quelle e sono note. E' uno dei più forti con cui ho giocato, forse solo Robinho è più forte. A volte quando ti senti di fare una cosa, la devi fare. Ma in generale è meglio passarla a Luis Alberto (ride ndr)”. Chiosa finale sul suo futuro e sui sogni a lungo termine: “Io non sono invincibile. Ma la paura ti porta ad essere negativo, quindi bisogna stare attenti ad aver paura. Le paranoie non fanno bene, vanno gestite nel miglior modo le paure: così nel calcio come nella vita. In futuro mi piacerebbe fare l'allenatore. Se non cambio idea, vorrei allenare in futuro. Sono un bel rompiscatole e mi piace osservare. Penso che potrei gestire bene un gruppo".