Milan Badelj
Milan Badelj

ROMA, 23 gennaio 2019 – Le riserve non giocano e sono scontente. Se c’è una critica che in molti nella Capitale hanno iniziato a muovere a Simone Inzaghi è quella di utilizzare poco i suoi “panchinari”. La società mai come quest’anno ha cercato di mettere a disposizione del tecnico biancoceleste una rosa competitiva non solo nell’undici iniziale, ma anche per quanto riguarda la panchina. Tanti gli investimenti fatti, anche se al momento sono molti i calciatori utilizzati pochissimo e che vorrebbero avere qualche chance in più. A partire da Milan Badelj, arrivato a Roma con grandi aspettative. È partito da vice-Leiva ma è riuscito a scendere in campo solo per 561 minuti, sempre in assenza del brasiliano. Non di certo quello che si aspettava con il suo approdo alla Lazio. Difficile scavalcare nelle gerarchie uno come Leiva, ma il croato, vice-campione del Mondo, sperava di poter diventare un titolare e fiancheggiare l’ex Liverpool in mezzo al campo. Nulla di tutto questo è però accaduto. Inzaghi è rimasto con le sue convinzioni, tant’è che Badelj starebbe pensando anche ad un incredibile ritorno alla Fiorentina. Tare ha smentito provando a far rientrare la situazione, ma non è detto che alla fine possa muoversi qualcosa in questo senso. Con le valigie in mano già da tempo invece Caceres e Murgia, rispettivamente 206 e 8 minuti racimolati in campionato. Il primo continua ad essere ad un passo dal Bologna, il secondo invece è conteso dalla Spal e dall’Empoli.

L’altro caso riguarda invece Valon Berisha. Arrivato a Roma con grandi aspettative, con l’ambizione di diventare un titolare al posto di Parolo, il kosovaro ha dovuto far fin da subito i conti con alcuni infortuni muscolari. Problemi fisici che hanno ritardato il suo esordio e che hanno condizionato anche il resto della sua prima parte di stagione. Inzaghi infatti lo utilizza pochissimo, solo in cinque occasioni è riuscito a subentrare dalla panchina racimolando la miseria di 74 minuti. Troppo pochi per uno come lui, che con il Salisburgo la scorsa stagione ne aveva messi insieme ben 3863. Stesso discorso per Durmisi (per lui solo 60 minuti), anche se per il danese è stato difficile superare la concorrenza di Lulic e Lukaku sulla fascia sinistra. Si aspetta qualcosa in più anche Correa. L’argentino ha messo insieme ben 900 minuti e nelle ultime quattro gare prima della sfida del San Paolo era sempre partito titolare. L’esclusione col Napoli però non sembra essergli andata giù. Inzaghi conosce le sue potenzialità e dovrà trovare un modo per farlo coesistere con Luis Alberto e Milinkovic, intoccabili per il tecnico piacentino.