Milano, 14 aprile 2019  - Bufera su Bakayoko e Kessie che al termine di Lazio-Milan, vinta dai rossoneri non senza tensioni in campo, hanno festeggiato sotto la Curva Sud mostrando ai tifosi la maglia del difensore della Lazio Acerbi come un trofeo. Il mondo del calcio condanna all'unanimità il gesto di scherno dei due milanisti. E il capo della Procura federale della Figc, Giuseppe Pecoraro, ha deciso di inviare al giudice sportivo la segnalazione per l'applicazione della prova tv per quanto accaduto.

LA VICENDA  - La colpa del laziale era aver detto prima del match: "Andiamo a San Siro per vincere, siamo più forti: a singoli non c'è paragone", frase a cui aveva risposto in settimana lo stesso Bakayoko: "Ok, ci vediamo in campo".

Acerbi si è risentito di quella mancanza di rispetto: "Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza", ha scritto il difensore della Lazio, pubblicando la foto dei rossoneri con in mano la sua maglietta su Twitter. 

Anche il tecnico rossonero, Rino Gattuso, ha condannato i suoi: "Questa storia è iniziata una settimana fa. Bisogna chiedere scusa, queste cose non si fanno. Si smanetta troppo e un professionista deve usare meno possibile i social network e concentrarsi a fare un'ora di allenamento in più".

Poi le scuse sono giunte, prima da parte di Tiemoué Bakayoko, che ha scritto sui social: "Il mio è stato un gesto scherzoso. Non volevo mancare di rispetto a nessuno. Chiedo scusa ad Acerbi se si è sentito offeso".

Meno diplomatico Immobile, compagno di Acerbi nella Lazio: "Due piccoli 'uomini' che mostrano la maglia di un campione sia in campo che nella vita... Sei un grande Leone, non ci pensare Francesco Acerbi". L'attaccante bianceleste lo ha scrittto su Instagram.

E dopo il mea culpa di Bakayoko, è arrivato anche quello di Kessie: "Orgoglioso di indossare questa maglia...di questi tifosi...di questa società. Le mie scuse più sincere a Francesco Acerbi. Volevo semplicemente scherzare, niente di più. Massimo rispetto per tutti".

Ma la vicenda non si chiude così, infatti è intervenuto il sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti: " Lo sport è sana competizione, è correttezza e lealtà. Mostrare la maglia di un altro giocatore per sbeffeggiarlo è prima di tutto un gesto stupido, inqualificabile, indegno dei valori dello sport e anche della maglia che indossano". Giorgetti conlcude: "Mi auguro che vengano presi i giusti provvedimenti per stigmatizzare quello che è accaduto".