Glen Kamara a Praga (Ansa)
Glen Kamara a Praga (Ansa)

Praga, 1 ottobre 2021 - Ancora un episodio di razzismo da parte dei tifosi dello Sparta Praga, ma questa volta sono stati i bambini ammessi alla partita proprio al posto dei supporte abituali, esclusi dallo stadio per un precendente fatto di intolleranza, a sommergere di insulti e ululati un giocatore avversario, nel match casalingo di Europa League. Invece il club ceco nega, e difende i suoi piccoli tifosi: "Lasciate stare i bambini, sono accuse infondate". 

Sparta Praga-Rangers Glasgow 1-0

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Ieri sera allo stadio Letná si giocava la sfida del gruppo A tra Sparta Praga e Rangers Glasgow, e fin dalle prime battute di gioco Glen Kamara, centrocampista della formazione scozzese, originario della Sierra Leone e  di nazionalità finlandese, è stato fatto oggetto di insulti e buu razzisti provenienti dal settore dove si trovavano circa 10.000 tra bambini e adolescenti, massimo under 14. Ad ogni tocco le urla offensive, e quando Kamara è stato espulso sono arrivati gli applausi.

Da Nyon la Uefa per ora non si è ancora espressa sul bruttissimo episodio e, mentre attende il referto arbitrale, forse starà valutando l'accaduto, visto che gli under 14 erano stati invitati allo stadio proprio per la squalifica dei supporter di casa per il precedente delle offese razziste ai danni del giocatore del Monaco, Aurélien Tchouameni, nel terzo turno preliminare della Champions League, passato poi dai monegaschi.

Inoltre Kamara era già finito nel mirino degli ultrà casalinghi a Praga, ma nella sfida contro lo Slavia, e in quell'occasione anche un giocatore della formazione ceca, Ondrej Kudela, fu squalificato per 10 giornate.
  
Il tecnico degli scozzesi, Steven Gerrard, ha commentato: "Non sono sorpreso, abbiamo giocato a porte apparentemente chiuse per una ragione. Non è la prima volta che succedono queste cose qui, ma non è stato fatto abbastanza".