Cristiano Ronaldo e Magnani del Verona (Ansa)
Cristiano Ronaldo e Magnani del Verona (Ansa)

Torino, 28 febbraio 2021 - Il Bentegodi si conferma stadio stregato per la Juventus quando l'avversario è l'Hellas. Con il pareggio di ieri sera, il bilancio delle mancate vittorie in terra veneta contro il Verona sale a quota 22 su 30 precedenti. Niente sconfitta come nella passata stagione, ma un 1-1 che ha tutta l'aria di rappresentare una resa per quanto riguarda lo Scudetto. In caso di successo dell'Inter contro il Genoa infatti, il distacco dalla vetta salirebbe a 10 lunghezze. E, anche se queste dovessero ridursi a sette dopo il recupero con il Napoli, rappresenterebbero comunque uno svantaggio difficilmente colmabile, vedendo quella che è la squadra di Andrea Pirlo oggi. 

In difficoltà sugli esterni

Con una rosa ridotta all'osso a Verona (assenti Arthur, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Danilo, Dybala e Morata), il tecnico bianconero ha provato a fare di necessità virtù, con un 3-5-2 conservativo per dare solidità alla squadra, contro un Hellas in forma e capace di ripartire in maniera efficace e di creare grattacapi alla Signora specie con i cross dalle fasce. Non è un caso infatti che i pericoli maggiori per la porta di Szczesny, oltre al gol del pari di Barak, siano arrivati con dei palloni messi in mezzo dagli esterni, dove Bernardeschi da una parte e Chiesa dall'altra erano chiamati a sacrificarsi. Ma senza ricambi dalla panchina, era impossibile pensare che entrambi gli ex Fiorentina facessero la doppia fase in maniera efficace per tutta la gara. 

"Niente cambi"

Specie il classe '97, a cui veniva chiesto soprattutto di offendere. E Chiesa ha risposto con una prova brillante, arricchita dall'assist per il momentaneo vantaggio di Cristiano Ronaldo. Nel momento in cui il numero 22 ha finito la benzina però, complice anche una serata tutt'altro che indimenticabile di Demiral, i padroni di casa ne hanno approfittato, sfondando a sinistra, prima con l'azione del pari di Barak, poi con la traversa colpita da Lazovic. "Passare a quattro dietro nel finale? Ci ho pensato, ma guardando poi in panchina non avevo giocatori di ruolo - la riflessione di Pirlo a fine gara - Ho messo Di Pardo che è più un quinto che un terzino, quindi quando abbiamo iniziato a perdere aggressività soprattutto con Chiesa e Demiral è arrivato qualche pericolo. Però girandomi non avevo l'opportunità di poter cambiare". 

Champions da difendere

E questo succederà anche contro lo Spezia martedì, quando quantomeno Pirlo ritroverà l'insostituibile Danilo, che ieri era squalificato. Per alcuni degli altri indisponibili se ne riparlerà forse contro la Lazio. Ma nel frattempo i piemontesi non posso permettersi di perdere ulteriori punti per strada: vero che lo Scudetto pare un capitolo quasi chiuso, ma c'è sempre una zona Champions da difendere. Suona strano dirlo parlando della Juve, ma tant'è. 

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