Wojciech Szczesny
Wojciech Szczesny

Torino, 26 marzo 2020 - "Sono ovviamente un po' annoiato visto che sono passate due settimane dall'inizio della quarantena a casa. Sono da solo a Torino perché la mia famiglia è andata in Polonia. Detto questo, però, devo dire che sto passando questo periodo in maniera tranquilla. Dormo tantissimo, mi sto rilassando un po' ma ogni giorno mi alleno per farmi trovare pronto quando ripartirà il campionato". Parola di Wojciech Szczesny, il cui isolamento - così come quello degli altri giocatori della Juventus (fatta eccezione per Daniele Rugani, Blaise Matuidi e Paulo Dybala, ossia coloro che hanno contratto il Cornavirus) - si è appena concluso, ma all'orizzonte non ci sono grosse novità relativamente alla ripresa degli allenamenti. 

Per il momento, i calciatori bianconeri continuano a lavorare nelle proprie mura domestiche, in attesa di capire come si evolverà la situazione. Nel frattempo però possono comunque sorridere per il fatto che nessuno di loro, nonostante le positività dei tre compagni, abbia presentato sintomi. "Quando abbiamo saputo della notizia di Daniele, ci siamo subito sentiti con il resto della squadra. Dispiace, ma tutti stanno abbastanza bene - racconta Szczesny ai microfoni di Sky Sport - Auguriamo a Daniele, Blaise e Paulo di tornare presto in gruppo. Invece, per quanto riguarda il mio tampone, ero tranquillo e abbastanza sicuro di essere negativo. Poi, in ogni caso, ero chiuso in casa e non sarebbe cambiato tanto". 

Ormai lontani dai campi da oltre due settimane, per i calciatori della Juventus si sente eccome la mancanza. L'ultima partita ufficiale? La gara vittoriosa con l'Inter dello scorso 8 marzo. "È stata una partita molto strana. Abbiamo festeggiato, ma senza pubblico non è la stessa cosa - sottolinea l'estremo difensore polacco - Nel calcio viviamo di emozioni e di momenti bellissimi, questo è il bello dello sport. Un messaggio ai tifosi? Vorrei soltanto dire che bisogna rispettare le regole perché più le rispettiamo, più presto potremo vederci sul campo. Il nostro sacrificio, in questo momento, può salvare le vite delle persone più fragili. Rimaniamo tutti a casa, ci vediamo presto".