Maurizio Sarri
Maurizio Sarri

Torino, 5 luglio 2021 - A distanza di poco meno di un anno dalla sua separazione dalla Juventus, Maurizio Sarri è tornato a parlare di quella che è stata la sua esperienza in bianconero. Il tecnico ex Napoli, da poco legatosi alla Lazio per le prossime stagioni, si è voluto anche togliere qualche sassolino dalla scarpa nel ricordare lo Scudetto vinto alla guida della Vecchia Signora, "Quel traguardo era dato per scontato sia all'esterno che all'interno. Non abbiamo neanche festeggiato, dato che ognuno ha cenato per conto suo - il racconto di Sarri ai microfoni di Sportitalia - Probabilmente l'anno giusto sarebbe stato questo, dopo un quarto posto e ho visto che hanno festeggiato, probabilmente ci sono le condizioni ideali”.

La gestione di CR7

Fra le criticità maggiori dell'avventura di Sarri all'ombra della mole c'è stata la gestione di Cristiano Ronaldo. "Non è semplice, dato che Cristiano è una multinazionale che ha degli interessi personali da abbinare a quelli della squadra. Sinceramente io mi ritengo più bravo a fare l'allenatore e non il gestore, è una cosa che non mi piace, mi annoia e mi diverto di più in campo - ha affermato l'ex Juve - Ci sono poi tanti aspetti positivi perché a fine anno Ronaldo porta risultati importanti. È chiaro che rappresenta qualcosa che può andare oltre a società e squadra. È il prodotto della nostra società, negli ultimi anni sento parlare tanto di singoli e poco di squadre, che poi sono quelle che vanno in campo". 

"Dybala? La Juve ci punti o lo ceda"

Riguardo ai singoli bianconeri, Sarri ha speso parole importanti per Paulo Dybala. "Come faranno a recuperarlo dato che è in scadenza? Non credo sia difficile, visto che è un fuoriclasse. Paulo viene da un anno strano, ha avuto tanti infortuni, non ha avuto mai la possibilità di andare al cento per cento. Però quando un giocatore ha le sue qualità diventa semplice recuperarlo. La Juve o ci punta o lo cede. Screzio con Nedved post Udinese-Juve? No, non è assolutamente vero. C’erano normali discussioni post partita - ha aggiunto Sarri - Non mi è piaciuto che la squadra dopo aver praticamente vinto il campionato avesse un po’ mollato. Non mi piacciono questi atteggiamenti, perché staccare la spina e riattaccarla dopo non è semplice. La squadra doveva tirare al massimo fino a fine campionato per poi presentarsi il più pronti possibile alla Champions anche se non era semplice perché avevamo giocato tante partite in 50 giorni. Per me staccare la spina era un errore”.

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