Maurizio Sarri (Ansa)
Maurizio Sarri (Ansa)

Torino, 3 luglio 2020 - "E' un derby, una partita particolare che esula da qualsiasi tipo di discorso logico. Affrontiamo una squadra dalle grandi motivazioni e per questo dobbiamo stare molto attenti. Occorre preparare la partita mentalmente molto bene per cercare di pareggiare il livello di stimoli, altrimenti sarà complicatissima". Maurizio Sarri avverte i suoi alla vigilia della sfida con il Torino: guai a sottovalutare il cuore granata. Belotti e compagni, reduci da due sconfitte consecutive, proveranno a frenare la corsa della Juventus, lanciata verso quello che sarebbe il suo nono Scudetto di fila, e a riassaporare quel successo nella stracittadina che per il Toro manca dal 2015. 

Per la Vecchia Signora invece quella di domani rappresenta una tappa importante in questo finale di stagione, anche perché è la prima di un trittico di impegni tutt'altro che leggeri (Milan e Atalanta i prossimi avversari dopo i granata). "Il calendario? Quello della Lazio non l'ho visto. Questo è un momento atipico e difficile per tutti, si gioca in un momento in cui solitamente non lo si fa - le parole di Sarri in conferenza stampa - Bisogna guardare alla singola gara, che porta con sé un alto livello di pericolosità aldilà di chi si va ad affrontare. I recuperi di Chiellini e Alex Sandro? Giorgio non è ancora a disposizione, però sembra che probabilmente potrà essere in gruppo. Spero subito dopo questa partita. Alex Sandro invece ha lavorato per 15-20 minuti assieme ai compagni e l'ho visto muoversi con disinvoltura". 

Chi ci sarà contro il Torino e sarà chiamata a fare la differenza come avvenuto nelle ultime uscite è la coppia Dybala-Ronaldo. "Stanno giocando più vicini, Paulo viene meno a prendere palla oltre ai centrocampisti e Cristiano si accentra un po’ di più. In questo modo possono scambiare più spesso fra loro. Bernardeschi? Federico è in un momento in cui sta molto bene sia dal punto di vista mentale che fisico. Douglas Costa si meriterebbe di giocare da titolare, però c’è la considerazione che quando le difese avversarie vanno in stanchezza, per noi diventa un’arma letale. Quindi spesso parte dalla panchina per questo motivo. Però il ragazzo finalmente ha avuto un buon periodo di continuità di allenamento".