Miralem Pjanic
Miralem Pjanic

Torino, 13 ottobre 2019 - Il sabato delle Nazionali ha messo in vetrina un grande Miralem Pjanic. Ma questa non è certo una novità, perché il centrocampista della Juventus ha iniziato la stagione da dominatore. Maurizio Sarri, al suo arrivo a Torino, aveva dichiarato di volergli far toccare qualcosa come 150 palloni a partita. Un dato statistico quasi provocatorio, ma al quale piano piano il classe '90 si sta avvicinando. Segno di come l'ex Roma sia sempre nel vivo della manovra, che inizia e si sviluppa dai suoi piedi. In serie A, nessuno è come lui in quanto a percentuale di passaggi riusciti, specie quelli verso la trequarti e quelli progressivi. 

Il grande salto rispetto alla scorsa annata, quando verticalizzava e giocava di prima decisamente meno, è arrivato grazie soprattutto a Sarri, che è riuscito a valorizzarlo come aveva fatto con Jorginho ai tempi del Napoli. In più, Pjanic ultimamente sta vedendo la porta avversaria con una continuità impressionante: due gol di fila con la Juve rifilati a Brescia e Verona, entrambi decisivi, poi la doppietta che ieri ha aiutato la sua Bosnia Erzegovina a stendere per 4-1 la Finlandia. Dopo il rigore trasformato nel primo tempo e una traversa colpita su calcio di punizione, il numero 10 si è inventato uno splendido destro al volo dopo un batti e ribatti nell'aria avversaria. 

Prima doppietta in Nazionale e standing ovation del pubblico bosniaco. Una serata perfetta per "Mire", che adesso punta la Grecia (trasferta fissata per martedì 15) per continuare a sperare nella qualificazione a Euro 2020. Chi l'ha già conquistata è l'Italia di Federico Bernardeschi: lo juventino è stato, assieme a Leonardo Bonucci, fra i migliori e ha avuto il merito di segnare la rete che di fatto ha chiuso la sfida. Una prova confortante quella dell'ex Fiorentina, che sta cercando di ritrovarsi dopo un avvio di stagione non facile. Dopo quello al Bayer Leverkusen, anche il gol siglato ieri sera non può che dargli fiducia. Quella fiducia che sia Roberto Mancini che Sarri hanno in lui. 

A "Berna" il compito di confermare la propria crescita e di alzare ulteriormente il livello delle proprie prestazioni, a prescindere dalla maglia indossata e dal ruolo ricoperto.