Juventus, Cristiano Ronaldo
Juventus, Cristiano Ronaldo

Torino, 15 giugno 2020 - Il rigore fallito è stata l'immagine perfetta della serata a dir poco sottotono vissuta da Cristiano Ronaldo contro il Milan. Basti pensare che, quello dell'altra sera, è solo il 23esimo errore su 131 tentativi dagli 11 metri del portoghese, il secondo con indosso la maglia della Juventus. Insomma, vederlo mancare l'appuntamento con il gol dal dischetto è un evento più unico che raro. Così come vederlo sbagliare dei passaggi a due metri di distanza dai compagni. Eppure è successo anche questo al ritorno in campo dopo tre mesi di stop causa epidemia. Questa pausa inattesa ovviamente non può che aver pesato sulla prestazione di CR7. 

Già, perché un conto è allenarsi a casa e poi di nuovo assieme ai compagni al centro sportivo, e un altro è giocare contro degli avversari per 90 e rotti minuti. Ronaldo sarà anche campione indiscutibile, nonché una sorta di automa sotto il piano fisico, ma anche lui necessita di riprendere il ritmo gara in questo momento. Spiegare la sua cattiva prova per una mancanza di motivazioni invece è un discorso che non regge. Una così lunga astinenza da partite ufficiali non può che aver fatto aumentare l'appetito di successi e di trofei del classe '85. Ed è per questo che tutti si attendono una scossa dal cinque volte Pallone d'Oro nella finale di mercoledì allo stadio Olimpico di Roma contro il Napoli

L'ex Real Madrid vuole la sua prima Coppa Italia, che rappresenterebbe il titolo numero 31 in carriera fra squadre di club e Nazionale. Ma soprattutto vuole riscattare la sconfitta in Supercoppa Italiana contro la Lazio nel dicembre scorso. Quella è stata la prima finale persa da Ronaldo dopo 12 vinte consecutivamente, per un bilancio complessivo che recita 21 successi e otto ko. Contro il Napoli, CR7 intende riprendere nelle care vecchie abitudini, ossia lasciando il segno nell'atto conclusivo di una manifestazione e trascinando così la Vecchia Signora a quella che sarebbe la 14esima Coppa Italia della propria storia. 

Francesco Bocchini