Gonzalo Higuain chiuderà l'esperienza alla Juve (Ansa)
Gonzalo Higuain chiuderà l'esperienza alla Juve (Ansa)

Torino, 1 settembre 2020 - Il calciomercato di Serie A si è aperto ufficialmente oggi, ma le grandi manovre in casa Juventus sono partite ormai da tempo. In cima alla lista delle priorità dei piemontesi ci sono ovviamente le cessioni: per far spazio in rosa a nuovi innesti, i bianconeri devono prima liberare posto, sia a livello prettamente numerico che economico. Il primo in ordine cronologico a lasciare Torino sarà Mattia Perin, atteso a Genova, sponda rossoblù, per le visite mediche. Il portiere tornerà quindi, ancora una volta in prestito, al Grifone. Sempre in prestito è destinato a salutare la Vecchia Signora Cristian Romero, in procinto di trasferirsi all'Atalanta

Fra gli addii inevitabili rientra poi quello di Gonzalo Higuain, messo alla porta pubblicamente da Andrea Pirlo durante la sua conferenza stampa di presentazione. Sull'argentino è forte il pressing dell'Inter Miami, dove è già finito Blaise Matuidi nelle settimane passate. Il club in mano a David Beckham punta l'argentino, che ha ancora un anno di contratto con i campioni d'Italia, ai quali andrebbe a genio l'ipotesi di un prestito. La soluzione che si profila all'orizzonte è tuttavia quella della rescissione, con la Juventus a girare all'attaccante una lauta buonuscita. Una situazione simile a quella dell'ex Napoli la sta vivendo Sami Khedira, che però sta provando a mandare messaggi d'amore nei confronti della società di Andrea Agnelli. 

Nel caso del tedesco, Pirlo è stato meno drastico rispetto a Higuain, ma la sostanza non cambia: il centrocampista, legato fino al 30 giugno 2021 ai bianconeri, non rientra nel progetto tecnico. Così come non rientrerà almeno uno (se non due) dei terzini presenti attualmente in rosa e uno fra Federico Bernardeschi e Douglas Costa. In tutto fanno sei/sette esuberi che il club dovrà essere in grado di piazzare da qui al 5 ottobre, data in cui è fissata la chiusura di questa finestra estiva di calciomercato. Il tempo non è poco, ma neanche troppo, e il compito, così come un anno fa, non si annuncia per niente semplice per Fabio Paratici e soci.