Weston McKennie
Weston McKennie

Torino, 7 settembre 2020 - Tanta emozione e un profondo senso di orgoglio nel poter essere il primo calciatore statunitense della storia a vestire la maglia della JuventusWeston McKennie non ha di certo nascosto la sua felicità durante la conferenza stampa di presentazione, nella quale ha raccontato come sia nata la trattativa con il club bianconero, andata in porto in tempi decisamente rapidi. "In effetti è successo tutto all'improvviso, più o meno nel giro di due settimane. Sono stato subito entusiasta, perché parliamo di una società importante e con una grande storia alle spalle. Non hanno dovuto convincermi più di tanto, perché per me rappresenta il coronamento di un sogno". 

Stesso discorso quando si parla della possibilità di giocare con Cristiano Ronaldo. "L'ho utilizzato nei videogames e adesso mi alleno con lui... Mi aspetto di imparare moltissimo non solamente da CR7, ma da tutti gli altri - ha sottolineato il centrocampista americano -  Sono qui da pochi giorni, ma ho potuto già vedere la grande professionalità che c'è nello spogliatoio, nella palestra, dappertutto. Pirlo? E' stato un vero e proprio maestro, quindi essere allenati da una persona del genere non è un qualcosa che accade tutti i giorni. Non voglio comportarmi da tifoso, ma io sono un fan di questo gruppo, quindi come dicevo è il sogno di un bambino che si avvera". 

Il prossimo step ora è quello di convincere Pirlo e di conquistarsi il proprio spazio. "Mi sento a mio agio e mi diverto a giocare da area ad area, avendo la possibilità anche di portare la palla e collaborando con i miei compagni. Ho già parlato con l'allenatore e gli piace il modo in cui gioco, a cominciare dalla mia abilità nel recuperare la sfera. Quindi direi che ci siamo trovati esattamente sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda la posizione in cui impiegarmi e soprattutto quella in cui posso essere più efficace - le parole di McKennie - La Juventus negli Usa? E' famosa, ma sarò felice di dare una mano a diffondere ulteriormente il brand, per farlo crescere ancora e magari per fare avvicinare tanti bambini americani al mondo del calcio".