Higuain al tiro
Higuain al tiro

Torino, 18 agosto 2020 - "Adesso sto bene, riposo e penso. Il 24 torno ad allenarmi e ho ancora un anno di contratto. Devo presentarmi e vedere cosa succede con il nuovo allenatore. Sicuramente ci saranno dinamiche diverse". Rientrato in patria subito dopo l'eliminazione dalla Champions League, Gonzalo Higuain sta riflettendo attentamente sul proprio futuro in questi giorni. Per lunedì prossimo è fissato il raduno della Juventus, al quale sarà convocato anche il Pipita. Ma le strade dell'attaccante argentino e del club campione d'Italia sembrano destinate a separarsi, dopo che già l'estate scorsa i bianconeri avevano tentato di trovargli una sistemazione.

Un anno più tardi siamo nella stessa situazione. Madama non considera più il calciatore ex Napoli parte integrante del proprio progetto tecnico, che dovrà necessariamente prevedere l'inserimento di un nuovo numero 9. Alla base della decisione della Juventus c'è la volontà di puntare su un profilo più giovane (Higuain va per i 33 anni) e che guadagni meno dei 7,5 milioni a stagione percepiti dal 21, che dal canto suo attende alla finestra. In caso di addio alla Vecchia Signora (l'unica pista praticabile sembra quella della rescissione contrattuale), per il Pipita si aprirebbero le porte per un approdo Oltreoceano in Mls oppure per un ritorno in Argentina. 

"Molti giocatori ci vanno, sarebbe bello sì, ma adesso sono qui. Vediamo che succede", la risposta del bomber sudamericano - intervistato da Fox Sports - riguardo all'ipotesi a stelle e strisce. E il River Plate (dove Higuain è cresciuto fino ad approdare in Prima Squadra)? "Non mi manca il calcio argentino, mi piace guardarlo. Sono partito giovane e oggi l'Argentina dovrebbe aprire gli occhi perché tanti giocatori esitano a tornare, soprattutto per il futuro delle loro famiglie. Molti ora vanno negli Stati Uniti, in Cina, o l'Arabia Saudita". Una cosa è certa: il centravanti della Juventus non diventerà allenatore una volta appesi gli scarpini al chiodo. "Questo a causa dello stress mentale e fisico che comporta questo mestiere. Tutti gli allenatori arrivano coi capelli neri, se ne vanno tre anni dopo coi capelli grigi".