Torino, 25 agosto 2020 - “Voglio riportare un po’ di entusiasmo che magari è mancato nell’ultimo periodo. Il mio calcio? Propositivo, con grande padronanza del gioco. Ieri ho detto due cose ai ragazzi: la prima è che voglio che non si perda il pallone e la seconda è che quando succede, si recuperi velocemente”. Alla sua prima conferenza stampa da allenatore della Juventus, Andrea Pirlo non ha steccato, dimostrando idee chiare e soprattutto grande personalità. Caratteristiche che lo hanno reso grande in campo e che il popolo bianconero si augura lo possano trasformare anche in un grande mister. Le premesse ci sono tutte. “Il passaggio dall’Under 23? Non ho neanche avuto il tempo di rifletterci su: è successo tutto velocemente - racconta Pirlo - Appena mi hanno detto della prima squadra mi ci sono gettato a capofitto. Sono convinto di essere al posto giusto nel momento giusto e non ho avuto altri pensieri”.

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Un pensiero invece lo avrà avuto certamente nel vedere Cristiano Ronaldo nel gruppo a sua disposizione. “Con Ronaldo ci eravamo sentiti qualche giorno fa per salutarci e per dare gli orari degli allenamenti. Poi abbiamo fatto una chiacchierata ieri parlando del passato e del presente ma da persone normali. Avremo tempo poi nelle prossime settimane per concentrarci sugli aspetti tattici. Dybala? Paulo non ha mai rappresentato un problema, non è mai stato sul mercato. E’ un giocatore importante come gli altri, appena rientrerà farà parte del progetto". Discorso diverso invece per Gonzalo Higuain. “Con lui ho parlato, è una persona che ammiro tantissimo. Ha fatto un ciclo importante qui però, discutendone anche con il ragazzo, abbiamo deciso che le strade si devono separare. I cicli finiscono e lui è stato messo da parte, ma da persone serie ci siamo parlati negli occhi e abbiamo preso questa decisione. Khedira? Sami è infortunato e vedremo quando starà meglio il da farsi”.

Restando in tema mercato, Pirlo ha detto di avere bene in mente gli obiettivi. “Sono l'allenatore ed è normale che voglia certi tipi di giocatori. Sto parlando con la società, abbiamo degli obiettivi, però non vengo qua a raccontarli in conferenza stampa. Se ci sarà molto da cambiare? No, vedremo - sottolinea il tecnico della Vecchia Signora - La scelta di Tudor? L’ho presa io: mi serviva un assistente con esperienza che avesse già fatto l'allenatore da qualche parte e che fosse già stato un ex calciatore e un ex difensore anche per guardare un po' la fase difensiva e soprattutto che avesse un certo tipo di personalità nello spogliatoio e in campo. In più era anche un ex juventino, quindi era la persona perfetta per entrare nel mio staff”.

A proposito di esperienza di cosa voglia dire vestire il bianconero: sul rapporto con i vecchi compagni cosa ci dice Pirlo? “Non c’è bisogno di fare nessun patto con gli ex compagni, ma un patto con la squadra. Bisogna tornare ad aver voglia di fare sacrifici ed essere disponibili a tutto. Non c’è bisogno di parlare solo con i vecchi compagni, si parla con tutti dal più giovane al più vecchio. Per raggiungere un obiettivo bisogna parlare con tutti. Abbiamo visto in Champions che il Bayern era la squadra più forte, calcio propositivo ed europeo con gente che ha voglia di attaccare e che si vuole buttare negli spazi. Questo è il calcio europeo, se non corri, se non aggredisci gli spazi fai fatica”.