Paulo Dybala
Paulo Dybala

Torino, 9 novembre 2018 - La sconfitta - la prima stagionale - brucia ancora in casa Juventus, ma i bianconeri hanno l'occasione subito di riscattarsi. Domenica sera a San Siro va infatti in scena la sfida con un Milan anch'egli reduce dall'impegno europeo (1 a 1 a Siviglia contro il Betis, ndr) e voglioso di proseguire la striscia positiva in campionato, che ha toccato quota tre successi consecutivi dopo il colpo di Udine. Rossoneri insomma in palla, nonostante qualche problema fisico di troppo. "Penso che arriviamo bene tutte e due - il commento di Paulo Dybala ai microfoni di Sky Sport - Entrambe le squadre stanno facendo molto bene in tutte le competizioni. Sicuramente sarà una bellissima partita come sempre e speriamo ovviamente di fare una grande prestazione e di portare a casa i tre punti".

L'EX DI TURNO - Dopo Paul Pogba, la Vecchia Signora si ritrova di fronte un altro ex di lusso come Gonzalo Higuain. "Ci siamo sentiti un paio di giorni fa e sicuramente è una sensazione strana - sottolinea la Joya - Lo avevo già incontrato da avversario e poi abbiamo giocato insieme e abbiamo conquistato tanti trofei insieme. Ognuno difenderà la sua maglia per dare il meglio. Del suo infortunio non gli ho chiesto. Adesso ci sentiamo con gli altri ragazzi, con Douglas Costa soprattutto visto che eravamo sempre insieme. Gli abbiamo anche mandato un video scherzando, però dobbiamo aspettare la risposta".

L'IMPATTO DI RONALDO - Di fatto, la società bianconera ha sostituito il Pipita nientemeno che con il miglior calciatore del mondo: Cristiano Ronaldo. "L'ho detto anche in altre occasioni, ero più incuriosito per come era lui dentro lo spogliatoio, perché poi com'è in campo lo conosciamo tutti abbastanza bene. Però Cristiano ha dimostrato grande professionalità, grande calma per quello che rappresenta - continua Dybala - È una grandissima persona e lo sta dimostrando ogni giorno quando ci alleniamo e in ogni partita. Poi ha un buon rapporto con tutti. Ed è questo che mi incuriosiva di più". Ma come si è adattato l'argentino al gioco di CR7? "Lui è uno che sta più a sinistra però si muove tanto e infatti il gol che ho fatto a Manchester arriva da un suo cross dalla destra. Ma anche quando gioca Mario (Mandzukic ndr), lui è anche un punto di riferimento".

IL GESTO DI MOU - Infine, la Joya racconta quanto successo subito dopo il fischio finale con José Mourinho. "Gli ho solo detto che non c'era bisogno di fare quel gesto per non creare più tensione di quella che già c'era. A volte è ovvio che è brutto e che anche noi come calciatori prendiamo degli insulti però creare più tensione di quella che c'è... Gli ho detto che non c'era bisogno - conclude il numero 10 juventino - Non l'ho insultato come si è detto in giro, gli ho detto soltanto quello e me ne sono andato".