La delusione di Ronaldo (Ansa)
La delusione di Ronaldo (Ansa)

Torino, 18 giugno 2020 - E anche il secondo obiettivo stagionale della Juventus è sfumato. Dopo la Supercoppa Italiana, i bianconeri sono costretti a vedere festeggiare (in maniera assolutamente inedita) gli avversari anche in occasione della finale di Coppa Italia. L'amarezza c'è ed è tangibile, anche perché portare a Torino il trofeo avrebbe rappresentato una bella iniezione di entusiasmo e autostima in vista dell'imminente ripresa del campionato, in programma per lunedì sera a Bologna. Invece, dall'Olimpico di Roma esce una squadra piena di dubbi, gli stessi che caratterizzavano il gruppo di Maurizio Sarri prima del lockdown. 

In cima alla lista dei problemi c'è quello del gol. In 180 minuti fra la semifinale con il Milan (in superiorità numerica per un'ora di gara) e l'atto conclusivo con il Napoli, la Juve non è stata capace di trovare la via della rete. Ma non solo: le occasioni nitide create si contano su una mano. Quelle di ieri sera, vedi la conclusione a inizio primo tempo di Cristiano Ronaldo, sono nate soprattutto da errori in fase di impostazione degli avversari e non da trame articolate. Un bel segnale perché significa che i bianconeri hanno saputo mettere pressione ai difensori e ai centrocampisti azzurri, ma anche un cattivo segnale perché la Vecchia Signora continua a dimostrarsi squadra sostanzialmente inconcludente. 

E ciò si tramuta in un bottino di marcature davvero troppo basso per una formazione con un reparto offensivo che può contare su Ronaldo, solo per citarne uno. Basti pensare che, a livello di serie A, quello juventino è solo il quarto attacco più prolifico. Comprese tutte le manifestazioni, sono 69 i gol messi a segno finora dai bianconeri, che non arrivano nemmeno ai 70 che l'Atalanta ha siglato solo in campionato. Altro dato: da dicembre ad ora, Ronaldo ha firmato più della metà delle reti della propria squadra (18 su 35). Senza l'incredibile striscia di CR7 in serie A a mascherare i difetti della Vecchia Signora, le cose sarebbero andate ancora peggio. 

Non a caso, con il portoghese che deve ancora ritrovare forma e brillantezza dopo i tre mesi di stop, i nodi sono venuti al pettine, perché Madama sostanzialmente non ha soluzioni alternative. Senza un vero centravanti di ruolo sarebbero fondamentali gli inserimenti dei centrocampisti, ma l'unico della rosa con certe caratteristiche è Sami Khedira, quasi sempre costretto in infermeria. Gli altri non hanno nei piedi tanti gol (nove quelli timbrati da Ramsey, Pjanic, Bentancur e Matuidi). In queste condizioni, far male agli avversari diventa davvero complicato e ci si deve affidare alla giocata del singolo. No, questa non è la Juventus che aveva in mente Sarri.