L'esultanza di Chiesa
L'esultanza di Chiesa

Torino, 10 marzo 2021 - La smorfia sul volto per i crampi, inevitabile conseguenza di una prestazione, quella contro il Porto, dove Federico Chiesa - per l'ennesima volta - ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. E stavolta qualcosa di più, perché il gol non non dovrebbe essere il suo mestiere principale. Ma se qualcuno a Firenze gli rimproverava di essere poco incisivo in prossimità della porta avversaria, vedendo la partita di ieri sera si dovrà ricredere. Già, perché il classe '97 ha timbrato una doppietta - la prima in Champions League - che ha illuso a lungo la Juventus. L'ex viola, dopo un primo tempo difficile, nella ripresa è stato il cuore pulsante della rimonta bianconera. 

L'unico a salvarsi

Non solo con le reti, che sarebbero potute essere anche tre o quattro con un pizzico in più di fortuna (vedi ad esempio il palo colpito in scivolata a porta vuota), ma pure con quegli strappi sulla fascia sinistra che hanno devastato la difesa lusitana. Nei supplementari poi Chiesa ha pagato lo sforzo profuso, arrendendosi alla stanchezza. E nel momento della sua uscita dal campo, la Vecchia Signora ci ha rimesso in pericolosità, sicurezza in se stessa e coraggio per conquistare quel risultato che era assolutamente alla portata. Dal naufragio finale - perché in nessun altro modo può essere definita la seconda eliminazione di fila agli ottavi - l'unico davvero a salvarsi è proprio il numero 22. 

Testa al campionato

"Ringrazio tutti per i complimenti, ma non mi porto a casa nulla di positivo - le parole del figlio di Enrico - Volevo passare il turno come tutta la squadra, siamo rammaricati e tristi. Meritavamo di qualificarci per quello che abbiamo prodotto, ma alla fine abbiamo sbagliato. Non siamo ai quarti, ora dobbiamo lavorare a campionato e Coppa Italia". Gli unici obiettivi rimasti ai piemontesi, anche se lo scudetto pare ormai andato. "La Serie A è dura, tante squadre stanno facendo bene, ma come ho sempre detto crediamo nello scudetto e dobbiamo fare una grande prestazione a Cagliari per dimostrare che la Juve non molla mai. Quando non si passa, si cercano di fare analisi per capire dove abbiamo sbagliato, ma penso che per la pericolosità nel secondo tempo meritavamo di passare, anche se siamo stati in superiorità numerica. Non ci creiamo alibi, dovevamo passare". 

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FRANCESCO BOCCHINI