Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini

Firenze, 31 agosto 2020 - "E' stato un anno complicato, le vicissitudini esterne non hanno fatto altro che aumentare le difficoltà. Siamo stati tutti molto bravi a raggiungere lo Scudetto, sembra una cosa scontata. La speranza di tutti era di fare un altro tipo di campionato, un altro tipo di crescita, però sono certo nel dire che ce l'abbiamo messa tutti tutta". Da Coverciano, sede del ritiro della Nazionale, Giorgio Chiellini ha parlato della stagione della Juventus andata in archivio neanche un mese fa con l'eliminazione subita in Champions League per mano del Lione e di quella che comincerà fra una ventina di giorni con la prima giornata di serie A.

"Sarri? Maurizio lo conoscete. E' una persona vera, nessuno può dirgli niente. Ne sono uscite di tutti i colori: da parte nostra c'è rispetto nei suoi confronti - ha sottolineato il capitano azzurro e bianconero - Da parte mia anche, per di più ora che non può parlare. Ho rispetto per la persona che è". Se il passato si chiama Sarri, il presente e il futuro portano il nome di Andrea Pirlo. "Con età diverse e percorsi diversi, non è corretto fare un paragone con Sarri. Se io domani dovessi fare l'allenatore della Juventus, mi mancherebbero tutte le basi ma conosco bene tutte le persone che mi circondano e così Pirlo. Non possono essere paragonate le situazioni". 

Quel che è certo è che si preannuncia un'annata assolutamente sui generis. "Dopo i primi test, stiamo vivendo normalmente questa situazione. E' stato strano dover giocare per tanti mesi a porte chiuse, senti tutto, non c'è l'emozione che hai quando ci sono tante persone - il pensiero di Chiellini - Ci auguriamo che al più presto possano tornare i tifosi. Sembra di giocare amichevoli e invece sono partite importanti".

E neppure a livello personale è stato semplicissimo, con quell'infortunio rimediato un anno fa (la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro) a costringere il difensore della Vecchia Signora a un lungo stop. "E' stato un periodo difficile, sono stato tre mesi senza vedere la famiglia. Prima del lockdown stavo bene, poi c'è stata una prolungata chiusura e mi ha inficiato sul rientro, quando dovevo star meglio e ho vissuto peggio gli ultimi due mesi. Speravo di dare il mio contributo e ci ho messo di più per questo scombussolamento della vita. Ora ho dato continuità, mi sento di nuovo me stesso".