Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini

Torino, 16 maggio 2020 - "Questi due mesi mi hanno aiutato a recuperare: con il ginocchio sono al 90%. Mi sento alla pari con gli altri, mentre a febbraio, quando sono rientrato in campo, ero ancora un po' zoppicante". Giorgio Chiellini scalda i motori in vista della ripartenza della stagione. L'infortunio ("Ho fatto tutto da solo: è stato come se si spezzasse qualcosa dentro al ginocchio") occorsogli a fine agosto è ormai alle spalle e la sosta per il Coronavirus, anche se sembrerà un paradosso, gli è servita per riacquistare la condizione. Una gran bella notizia per la Juventus, che ritrova il proprio leader difensivo, nonché il proprio capitano di mille battaglie, ultimo vero rappresentante assieme a Gigi Buffon e a Leonardo Bonucci del ciclo vincente partito otto stagioni or sono. 

"Abbiamo sfruttato il gruppo di italiani: quella è stata la base dei nostri successi. Poi lo zoccolo duro è stato costantemente rinforzato. Fondamentale - dice Chiellini in una chiacchierata su Instagram con Bobo Vieri - è stata la programmazione della società: ora ci sono Cristiano Ronaldo, Dybala, prima Tevez". A questa squadra, per chiudere il cerchio, mancherebbe solamente la Champions League. "Negli ultimi anni ci siamo andati vicini, perdendo contro grandi squadre. La stagione scorsa forse è stata più colpa nostra rispetto alle altre volte: il rammarico per quell'eliminazione non manca, nonostante l'Ajax avesse grandi talenti". 

Per provare a centrare l'obiettivo europeo, il club bianconero ha portato a Torino niente meno che Cristiano Ronaldo, uno che, a detta di Chiellini, riesce a trasformarsi quando sente la musichetta della Champions. "Cristiano sta bene. Quest'anno ha avuto un problema al ginocchio che gli ha impedito di segnare ulteriormente, ma ha una media di più di un gol a partita - sottolinea il capitano della Juventus - Lui è un giocatore in grado di innalzare il proprio livello nelle sfide che contano. La Champions League la vive diversamente, anche nella preparazione".

A proposito di grandi calciatori: Chiellini ricorda quali sono stati i suoi maestri in campo. "Da un certo punto di vista Nicola (Legrottaglie), ma soprattutto Fabio (Cannavaro). Sono cresciuto al suo fianco e mi ha trasmesso quell'attenzione del difensore puro. Quando ho iniziato, si cominciava l'azione pochissime volte da dietro. Dal post Guardiola, anch'io ho cambiato il mio modo di giocare".