17 apr 2022

Juventus, la Champions è ancora tutta da conquistare: le tappe dei bianconeri

Sassuolo, Lazio e Fiorentina gli scogli più pericolosi per la Vecchia Signora. Intanto, il pareggio con il Bologna ha emesso un primo verdetto: Allegri non potrà fare meglio di Pirlo in campionato

francesco bocchini
Sport
La rovesciata di Morata contro il Bologna
La rovesciata di Morata contro il Bologna

 

Torino, 17 aprile 2022 - La sorpresa nell'uovo di Pasqua è stato amara per la Juventus. Anche se sarebbe potuta andare peggio. Senza il gol di Dusan Vlahovic, i bianconeri si sarebbero ritrovati ancor di più il fiato sul collo delle inseguitrici. Peraltro, l'unica ad approfittare del mezzo passo falso della Vecchia Signora è stata per il momento la Fiorentina, mentre la Lazio ha perso l'occasione di ridurre lo svantaggio facendosi fermare in casa dal Torino. Per Pasquetta ci proveranno la Roma, impegnata però al Maradona di Napoli, e l'Atalanta sul campo amico contro l'Hellas Verona. Insomma, tutto sommato la squadra di Massimiliano Allegri potrebbe uscire quasi indenne da questo 33° turno di campionato. 

Calendario complicato

Lo scenario però è tutt'altro che esaltante per Madama. Basta dare un'occhiata al calendario per capire come la qualificazione alla Champions League 2022/23 sia ancora tutta da conquistare per la Juventus. Nella prossima giornata, in programma il 25 aprile, i piemontesi faranno visita a un Sassuolo senza più grandi obiettivi, se non quello di valorizzare i propri talenti e togliersi la soddisfazione di sgambettare le big. Una trasferta insidiosissima, mentre decisamente più abbordabili si annunciano i seguenti impegni con Venezia e Genoa. Infine, ecco il gran finale: prima la sfida interna con la Lazio dell'ex Maurizio Sarri, poi quella al Franchi con la Fiorentina. Due scontri diretti che potrebbero indirizzare in un senso o nell'altro il campionato dei bianconeri. 

Il paragone con Pirlo

L'unica cosa certa già adesso è che la Juventus di Allegri non potrà fare meglio di quella di Andrea Pirlo. Già, perché nella scorsa stagione Chiellini e compagni chiusero a quota 78. In questa sono a 63 e al massimo potranno eguagliare il bottino di punti. Anche questo è un dato che deve far riflettere la società. La posizione di Allegri non può essere messa in discussione visto il contratto di quattro anni firmato dal tecnico toscano, ma un'analisi approfondita e onesta di quel che è successo dal ritorno in panchina dell'ex Cagliari e Milan in avanti è necessaria. Perché se è vero, come spesso ripete Allegri, che contano i fatti e che le parole le porta via il vento, questa annata può essere definita fallimentare, risultati alla mano. E il giudizio non potrà cambiare neppure in caso del finale migliore possibile di stagione, ossia con la Signora in Champions e con un'altra Coppa Italia in bacheca.

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