Cristiano Ronaldo (Ansa)
Cristiano Ronaldo (Ansa)

Roma, 18 aprile 2019 - Per capire come Max Allegri ha vinto cinque scudetti con la Juve bisogna forse ricordare come ha perso il primo al Milan contro Conte. Quando lui aveva Ibrahimovic, Pato, Thiago Silva, Inzaghi, Nesta e Boateng e fu battuto dalla Juve che in attacco schierava Estigarribia, Borriello, Vucinic, Toni e Iaquinta. Un campanello d’allarme Agnelli & C. avrebbero già dovuto sentirlo suonare, visto che fu proprio grazie a quel clamoroso risultato che la loro Juve iniziò ad arrampicarsi sul tetto d’Italia prima si risalire anche la scala europea. Poi dal 2014 la Signora ha iniziato a fare il vuoto sul mercato e in classifica e il vero valore del tecnico non si può misurare con il campionato, ma deve per forza essere valuato solo con i risultati in Europa.

Qui Allegri ha conquistato due finali di Champions e stabilizzato la Juventus nel G8 dell’Uefa: un risultato che vale per la società un gettito annuale dell’ordine dei 100 milioni, ma non vale quello che per i tifosi è diventata una vera ossessione, la Champions. Dove la Juventus le sta tentando tutte. Finora Allegri, pur non vincendola la famosa Coppa, aveva però chiuso con un bilancio buono: oltre alle due finali raggiute, anche due eliminazioni per episodi controversi contro Bayern e Real Madrid. Ma quest’anno l’esito è stato diverso. L’acquisto di Ronaldo, sommato a quelli di Bonucci e Chellini, hanno visto la società investire in estate oltre 261 milioni (117 per Ronaldo) ed impegnarsi per far fronte alla lievitazione generale degli ingaggi. E invece, nonostante questo sforzo finanziario enorme, la squadra si è arresa passivamente contro una outsider, ha perso 4 delle ultime sette partite di Champions, ha giocato davvero soltanto quando la situazione era disperata (vedi Valencia dopo l’espulsione di Ronaldo o in casa contro l’Atletico) ed a Manchester nell’andata contro Mourinho.

Per il resto ha rischiato di buttare il primo posto nel girone perdendo addirittura contro lo Young Boys, ha giocato una gara inguardabile a Madrid, ha rimontato grazie ad un Ronaldo strepitoso ed ha buttato al vento due vantaggi contro l’Ajax. Perdendo per strada giocatori importanti come Alex Sandro, Dybala, Bonucci e Pjanic, collezionando una serie incredibile di infortuni muscolari e presentando nella fase decisiva della stagione una squadra chiaramente a corto di fiato. Poi Agnelli e Allegri hanno gettato acqua sul fuoco parlando di conferma di «incontro a breve». Ma anche con Conte a giugno ci si lasciò a tarallucci e vino ed un mese dopo saltò tutto. Certo, sarà importante il parere di Ronaldo. Ieri CR7 non ha esplicitato la sua idea sui social, ma la mamma ha fatto sapere il suo pensiero: "Non posso fare i miracoli". Allude forse ad una squadra troppo modesta? Oppure alla gestione del tecnico. Ultimo paradosso, sabato la Juve probabilmente festteggerà il suo ottavo scudetto di fila: cinque sono di Allegri, gli altri di Conte. Due nomi forse destinati a passarsi la staffetta più di una volta.