Dybala in gol (Ansa)
Dybala in gol (Ansa)

Torino, 2 novembre 2021 - Missione compiuta per la Juventus. I bianconeri travolgono 4-2 lo Zenit San Pietroburgo e si qualificano agli ottavi di finale di Champions League. Sugli scudi Dybala, autore di una doppietta che gli permette di salire a quota 106 centri con la Vecchia Signora: superato Michel Platini. Di Chiesa e Morata le altre reti della squadra di Massimiliano Allegri, mentre agli ospiti non bastano l'autogol di Bonucci del momentaneo 1-1 e il sigillo nel finale di Azmoun. Madama mantiene così la vetta del girone H, a più due dal Chelsea: a Stanford Bridge, il 23 novembre, si decideranno le sorti di questo raggruppamento. 

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La sblocca Dybala

Nessuna sorpresa nella Juventus, se non la presenza dall'inizio di Bernardeschi. Tornano de Ligt e Chiesa, confermato McKennie. La prima occasione è di marca russa: al 3' Lovren mette fuori di testa sugli sviluppi di un angolo. Ma è un fuoco di paglia, perché i bianconeri salgono di colpi e assaltano la porta avversaria. Al 7' è Bernardeschi a impegnare seriamente Krirsyuk, che lo mura in uscita. Passano due minuti ed è Dybala a rendersi pericoloso: ancora una volta sfortunato l'argentino, che colpisce il palo di destro. Poco male per la Signora e per la Joya, che all'11' segna su azione da angolo. 

Beffa Bonucci

Le chances fioccano per Madama e al 17' è clamoroso l'errore di Morata, che spreca la splendida azione in dribbling di Dybala calciando alto l'assist del 10. Due giri di lancette più tardi tocca a Bernardeschi costringere all'intervento Krirsyuk. La Juve pare assolutamente padrona delle operazioni, ma l'errore è dietro l'angolo. Quello di Szczesny, che sbaglia un passaggio in uscita, porta alla conclusione di Mostovoy, che termina alta. Al 26' invece Bonucci alza di testa il cross di Karavaev e il pallone acquisisce una traiettoria che diventa imparabile per Szczesny. Incassata la beffa del pari, i piemontesi tornano a caricare a testa bassa e al 40'  è decisiva la parata di Krirsyuk su McKennie. 

Ancora la Joya

La musica non cambia in apertura di ripresa. Bella e avvolgente azione bianconera, con Dybala a spedire la sfera di un niente sul fondo. Al 50' è nuovamente Morata ad avere la palla buona, ma il suo colpo di tacco finisce out. La pressione juventina viene premiata al 56', quando Chiesa supera nell'area avversaria Karavaev, subisce fallo da Claudinho e si guadagna il rigore. Rigore che Dybala calcia a lato, ma l'arbitro Hernandez fa ripetere per invasione di due giocatori dello Zenit. Ritira l'argentino, che stavolta non sbaglia. Ritrovato il vantaggio, la Signora rischia su due conclusioni di Claudinho e Malcom: attento Szczesny in entrambe le occasioni. 

Poker bianconero

Scampato il pericolo, la formazione di Allegri va alla caccia del terzo gol. Lo sfiora McKennie, che dopo una strepitosa azione personale colpisce la traversa. Lo trova invece al 74' Chiesa, che da sinistra non dà scampo a Krirsyuk. L'ex Fiorentina potrebbe calare anche il poker, ma il suo scavetto sull'uscita del portiere russo viene salvato sulla linea da Chistyakov, La quarta rete dei piemontesi arriva comunque al 82', quando Dybala lancia Morata, che gonfia la rete. Prima del triplice fischio c'è ancora tempo per il gol di Azmoun, che al 92' fissa il punteggio sul 4-2. 

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