L'esultanza di Paulo Dybala
L'esultanza di Paulo Dybala

Torino, 16 gennaio 2020 - Paulo Dybala ha letteralmente incantato il pubblico dell'Allianz Stadium contro l'Udinese. E a qualcuno sarà venuta anche un po' di nostalgia, perché il secondo gol dell'argentino ha ricordato i classici tiri "alla Del Piero", ossia a giro sul palo più lontano a scavalcare il portiere. Un gesto tecnico celebrato dallo stesso ex capitano con un tweet e con una standing ovation dall'intero stadio, che ha salutato poi l'uscita dal campo della Joya con altrettanti applausi. Ad accoglierlo a bordo campo il sorriso e la stretta di mano di Maurizio Sarri, che non può che godersi il proprio numero 10. "Paulo non è classificabile, sta entrando a far parte della cerchia ristretta dei fuoriclasse, dei campioni assoluti”. 

Il 2020 è cominciato alla grande per l'ex Palermo, autore di un'ottima prestazione a Roma (assist per Demiral e rigore procurato) e di una prova di spessore in Coppa Italia. Non solo la doppietta, che gli ha permesso di salire a quota 11 centri stagionali (già uno in più rispetto alla scorsa annata), ma pure il servizio perfetto per Gonzalo Higuain, con il quale Dybala ha duettato ripetutamente nell'azione dell'1-0. Uno show in piena regola quello del classe '93, diventato imprescindibile per questa Juventus. Tanto che la società piemontese è al lavoro per rinnovargli il contratto, visto che quello attuale scade il 30 giugno 2022. I campioni d'Italia intendono blindarlo, dopo che in estate erano stati davvero vicini a venderlo. 

Prima il Manchester United, poi il Tottenham si erano mossi con decisione per la Joya, formulando offerte che avevano fatto vacillare la Vecchia Signora. Ma alla fine la volontà di restare del giocatore, insieme all'apprezzamento mai nascosto di Sarri, ha avuto la meglio. Fin dalla preparazione estiva, Dybala si è posto un obiettivo preciso: riconquistarsi un posto importante nelle gerarchie bianconere. A distanza di sei mesi, si può dire tranquillamente che il nativo di Laguna Larga ci è riuscito, collezionando 25 presenze, di cui 17 da titolare, con solo due partite in cui è rimasto a guardare dalla panchina (quelle con Parma e Fiorentina fra fine agosto e metà settembre).