Joao Mario
Joao Mario

Milano, 14 luglio 2021 – Il passaggio di Joao Mario al Benfica ha messo sul piede di guerra lo Sporting Lisbona. La situazione. I portoghesi avevano la possibilità di riscattarlo per 7.5 milioni di euro, ma ne hanno offerti all’Inter 3 trovando una risposta negativa. Qui si è inserito il Benfica, che prima a trattato con l’Inter non trovando anch’esso un accordo, poi i nerazzurri hanno rescisso il contratto con il giocatore che dunque ha potuto firmare per la squadra rivale dello Sporting. E’ partita la guerra con un duro comunicato Sporting che ha portato l’Inter a rispondere.

Le accuse portoghesi


Il nodo dell’accusa dello Sporting sarebbe derivante da una clausola inserita nel 2016 al momento della cessione del giocatore all’Inter. Si parla di un pagamento aggiuntivo di 30 milioni nel caso in cui Joao Mario fosse stato tesserato da altri club portoghesi. Lo si legge nella nota ufficiale dello Sporting: ‘Nel 2016, al momento del trasferimento del giocatore Joao Mario dallo Sporting CP all'FC Internazionale Milano, il club italiano e il giocatore si sono impegnati, tra l'altro, a effettuare un pagamento aggiuntivo di € 30.000.000 se e quando il giocatore fosse stato tesserato a favore di club portoghesi, tra cui il Benfica’. L’accusa dello Sporting è chiara: l’Inter e il giocatore avrebbero usato un espediente per disattendere gli accordi presi nel 2016: ‘È convinzione del Consiglio di amministrazione dello Sporting Clube de Portugal - Futebol, che sia stato utilizzato un espediente affinché l'Inter e il giocatore Joao Mario cercassero di evitare ciò che hanno firmato con lo Sporting Clube de Portugal – Futebol nel 2016’.

La risposta interista


A stretto giro di posta, la risposta nerazzurra non si è fatta attendere, chiaramente rigettando ogni tipo di accusa: ‘FC Internazionale Milano ha preso conoscenza di quanto ha affermato agli organi di stampa lo Sporting Lisbona – si legge nel comunicato - Si tratta di dichiarazioni inaccettabili, gravissime e soprattutto prive di fondamento. La Società tutelerà la propria immagine e reputazione nelle sedi opportune”.

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