Barbara Bonansea esulta dopo il gol contro l'Australia (LaPresse))
Barbara Bonansea esulta dopo il gol contro l'Australia (LaPresse))

Parigi, 11 giugno 2019 - Cristiano Ronaldo?  Ma va’, meglio Barbara Bonansea. È così, è tutto vero. Nella serrata sfida del telecomando, BB11 batte CR7. Altro che la domenica mi lasci sempre sola. Qui siamo al graffio profondo sulle sacre leggende del pallone. Perché nella sfida del telecomando, le ragazze mondiali che grazie a tecnica e talento hanno abbattuto le muscle girls australiane, rifilano un cappotto pure a Cristiano Ronaldo che vince la Nations League. La remuntada delle azzurre ai Mondiali 2019 l’hanno vista – tra la diretta Rai2 e quella di Sky – 3.529.733 spettatori, con share del 23,08%. La finale di Nations League tra Portogallo e Olanda ha invece sfiorato i tre milioni. Un risultato ‘dopato’ dall’effetto Ronaldo che, da juventino, ha attirato più spettatori di quanto non avrebbe fatto in passato. Per una volta, dunque, il bianconero sotto all’azzurro di Bonansea e Gama, giusto per citare un paio di protagoniste mondiali, ha tirato più dell’acronimo più famoso della galassia pallonara, CR7.

Come cambiano i tempi. Qualche decina di anni fa, dire BB significava evocare Brigitte Bardot, bellezza da leggenda, attrice e sex symbol in grado di rivaleggiare con la straordinaria Marylin Monroe.

Oggi, dici BB e pensi a lei, Barbara Bonansea, la ragazza dal sorriso aperto, veloce e scaltra come un furetto e col fiuto del gol. Dice Paolo Rossi: "Lei la Pablito al femminile? Sì, mi somiglia". Eccola, incoronata lei, incoronate tutte da un’Italia che ci mette un po’ a scoprire il pallone al femminile rispetto all’America che venera Alex Morgan – bella e fortissima capitana – o al Brasile incantato da Marta. Però adesso che il fosso è superato, non si torna più indietro. Se ne sono accorti anche i bookmaker : prima dei mondiali una vittoria dell’Italia avrebbe fruttato 40 volte la posta, ora dopo l’exploit di domenica ‘solo’ 25. La Panini, per rendere omaggio alle nostre ragazze, ha aggiunto 8 nuove figurine all’album già realizzato. Gli italiani le amano, brulicano sui social per scoprirne segreti e talenti. Navigano su Internet per scoprire che mamma e papà Bonansea mica ci sono arrivati in business class in Francia, come i genitori dei maschietti super glamour. Hanno viaggiato in camper, dandosi il cambio alla guida.

Forse il segreto è questo. Il calcio degli uomini, drogato da cifre difficili anche solo da immaginare, ha perso da tempo la purezza. Si strappano le bandiere, l’ultimo esempio è Daniele De Rossi. Si ragiona in termini di business plan e azienda, rendendo tutto di plastica e distante dalla gente. Invece, guardando alle ragazze, si ha la sensazione di qualcosa di vero, spontaneo, conquistato giorno dopo giorno. Un calcio che non c’è più. Sarebbe fuorviante raccontarvi un mondo che ancora non esiste. Per dire: la Fifa ha stanziato 30 milioni di dollari in premi mondiali per le donne, contro i 400 degli uomini. Mancano soldi, ma anche organizzazione e pubblico adeguato.

Però qualcosa si muove: l’Australia ha annunciato parità di stipendi. L’Olanda anche, ma dal 2023. Intanto le nostre giocano, vincono, piacciono a un’Italia che però non può, amaramente, essere di tutti. Per ora. La ct Bertolini ha sottolineato come tra le azzurre non esista rappresentanza del Sud: "Il nostro calcio si ferma a Roma". Sola eccezione, Rosalia Pipitone, terzo portiere, siciliana.