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30 mag 2022

Italia, Chiellini: "Un piacere giocare la mia ultima gara in azzurro contro Messi"

Dopo la sfida con l'Argentina, il difensore saluterà ufficialmente la Nazionale: "È andata senza dubbio meglio di quanto avrei mai potuto immaginare"

30 mag 2022
Mancini e Chiellini con la coppa dell'Europeo vinto l'estate scorsa
Mancini e Chiellini con la coppa dell'Europeo vinto l'estate scorsa
Mancini e Chiellini con la coppa dell'Europeo vinto l'estate scorsa
Mancini e Chiellini con la coppa dell'Europeo vinto l'estate scorsa

Firenze, 30 maggio 2022 - Il giorno dell'addio alla Nazionale di Giorgio Chiellini è dietro l'angolo. Contro l'Argentina, nella 'Finalissima' di Wembley in programma mercoledì sera, il difensore toscano disputerà la sua ultima gara con indosso la casacca azzurra. "L'Argentina ha giocatori eccezionali. È ovvio che il primo a venire in mente è Messi, ma anche gli altri sono fantastici. Non a caso hanno vinto la Coppa America - le parole del classe '84 - Messi è un'icona del calcio. Non sta a me dire se è il più grande di tutti i tempi o meno. Sarà solo un piacere giocare la mia ultima partita in Nazionale contro di lui. Ho avuto la fortuna di affrontarlo in diverse occasioni e per fortuna è andata spesso bene. Affrontare grandi giocatori come lui è una questione di fortuna: se lui e la sua squadra sono in giornata, non c'è niente da fare".

"Europeo la ciliegina sulla torta"

Al momento dell'uscita dal campo, si aprirà il libro dei ricordi. "È andata senza dubbio meglio di quanto avrei mai potuto immaginare. Quando si è bambini si sogna di giocare in Nazionale, perché è il massimo che un calciatore possa raggiungere. Giocare più di 100 partite in 18 anni in azzurro, essere capitano e sollevare una coppa importante come quella che ho vinto l'anno scorso a Wembley, è stata la ciliegina sulla torta - il pensiero di Chiellini - Spero che i tifosi mi ricordino come una brava persona. Una persona che ha incarnato certi valori. In campo ho pregi e difetti, e qualcuno li ricorderà entrambi. Alla lunga si ricordano sempre le cose più belle, è normale". 

Orgoglio

 

E allora alla mente tornano anche tutte le soddisfazioni con la Juventus, che ha già salutato. "L'ho appena vissuto con la Juventus, quindi so più o meno cosa aspettarmi. È un secondo addio; questi sono stati i miei due grandi amori della mia vita, due grandi storie d'amore. Ho giocato 17 anni con la Juventus e 18 anni con la Nazionale: sono stati una parte fondamentale della mia vita. Sono in pace. Mi sento felice per quello che ho raggiunto e un po' orgoglioso per quello che ho fatto nella mia carriera. Ma soprattutto sono orgoglioso dei valori che ho trasmesso e dell'affetto che le persone che ho incontrato dal 2004 - o addirittura dal 1999 con l'Under 15 - fino ad oggi hanno per me". 

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