Stefano Sensi
Stefano Sensi

Milano, 23 settembre 2020 – Antonio Conte non punta solo sugli acquisti ma anche sul grande ritorno di un protagonista del centrocampo nerazzurro. L’anno scorso Stefano Sensi incantò per come riuscì a ritagliarsi un ruolo importante dello scacchiere nerazzurro, con tanto di capacità di inserimento e gol. Poi la stagione si è bloccata come per magia, complice un infortunio muscolare che ha fatto fatica a smaltire con una serie di ricadute che lo hanno tolto di mezzo nel finale di stagione. Ma adesso è il momento di tornare e per farlo Sensi ha lavorato su se stesso.

Per ridurre il rischio infortuni bisogna lavorare tanto e puntare sulla prevenzione, fare cioè tutto il necessario per migliorare la tenuta del corpo, sottoposto, nel calcio moderno, a sforzi immani. Ecco il pensiero di Sensi a Sky Sport: “Purtroppo gli infortuni mi hanno bloccato l’anno scorso – ha affermato – So che sono imprevisti che fanno parte del nostro mondo ma ho lavorato su di me e sulla prevenzione, sperando che sia un anno buono”. Riannodare il filo con il Sensi dell’autunno 2019: “Ho un grande ricordo di quel periodo – ha proseguito – Ero partito bene, con un buon rendimento e pensare a quell’inizio di stagione per me è uno stimolo per tornare a quel livello. Dovrò essere bravo a lavorare”. Non solo, perché Conte pensa anche di utilizzarlo perno centrale, ovvero in cabina di regia.

Ma per Stefano Sensi la concorrenza è alta, c’è l’esplosione di Barella, l’arrivo di Vidal, poi Brozovic ed Eriksen ancora in rosa: niente paura. “Quando sei in una grande squadra la competizione è naturale – ha ammesso – I giocatori forti servono e danno esperienza, ci aiutano a migliorare. Vidal è un grande giocatore e sa interpretare più ruoli”. Poi ci sono gli obiettivi di squadra, cercando sempre di migliorare e puntare in alto: “Dovremo essere ambiziosi e l’Inter deve puntare in alto. Cerchiamo di migliorare e imparare dagli errori commessi anche se alla fine l’unico giudice sarà il campo. Ma l’ambizione ti aiuta a migliorare e fare sempre prestazioni più importanti”.