Antonio Conte
Antonio Conte

Milano, 26 novembre 2020 – Ora la corsa dell’Inter è appesa a un filo e soprattutto va fatta sul Borussia Moechengladbach. I nerazzurri, dopo la sconfitta con il Madrid, sono ultimissimi nel girone ma la matematica non li condanna: serve vincere in Germania il primo dicembre, vincere con lo Shaktar l’ultima partita del girone e contemporaneamente sperare che il Real Madrid faccia il suo dovere con il Borussia. Insomma, dipende dagli altri. Nel frattempo, però, è tempo di analisi e con il Real si è vista tanta differenza di livello, ma Conte ha provato a difendere i suoi.

Abbiamo sentito la partita

A differenza del match di Madrid, l’Inter è apparsa subito contratta e annichilita dal gioco merengues, pur privo di Ramos e Benzema. La squadra di Zidane ha approcciato una partita determinante in modo impeccabile, da grande squadra, cosa che l'Inter ancora non è: “Dobbiamo capire il peso di certe partite – ha affermato Conte – Per noi è stato un match pesante con la pressione di non dover sbagliare. Non è mancato furore, forse l’abbiamo sentito troppo. Solo il tempo ci farà migliorare”.

L’espulsione

 

A complicare i piani dell’Inter non solo il rigore iniziale causato da Barella, ma anche l’espulsione di Vidal per doppio giallo per proteste nel giro di cinque secondi. Il cileno ha protestato per un mancato rigore non assegnato, anche se Varane sembra colpire palla: “Non voglio parlare dell’arbitro – prova a chiudere la polemica Conte – Di sicuro l’espulsione per noi è stata una mazzata, in questi casi l’arbitro potrebbe essere intelligente e non rovinare una partita così, a meno che Vidal non abbia detto qualcosa di grave”. La matematica non condanna comunque l’Inter, ma c’è tanto lavoro da fare per rendere la squadra competitiva ad alti livelli. In campionato i nerazzurri arrivano da un secondo posto, ma quest’anno sono partiti con qualche difficoltà, in Europa invece c’è stata una finale di Europa League mentre ora c’è il baratro dell’eliminazione: “Si è vista differenza tra noi e loro – ha chiuso Conte – Non ci dobbiamo abbattere ma capire che c’è un percorso da fare, l’unica strada è il lavoro fatto con voglia e umiltà”.

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