Icardi (Ansa)
Icardi (Ansa)

Milano, 8 novembre 2018 – Gol decisivi in Champions e in campionato davanti, un muro invalicabile dietro. L’Inter poggia su due pilastri che Suning intende mantenere nel futuro: Mauro Icardi e Milan Skriniar. Nelle prossime settimane il club punta a rinnovare il contratto di entrambi, per creare un club di nuovo grande ad altissimi livelli.

ADEGUAMENTO PER SKRINIAR – Il contratto di Skriniar con l’Inter è attualmente lungo. La scadenza è fissata per il 2022 ma la continua crescita di rendimento e prestazioni, quest’anno anche in Europa, porteranno le parti a sancire un adeguamento di contratto. 1.5 milioni di euro è l’attuale ingaggio del roccioso difensore slovacco e l’Inter ha intenzione di venire incontro alle possibili richieste del giocatore. Si tratta per il prolungamento di un anno fino al 2023 e adeguamento dell’ingaggio a circa 2.5 milioni di euro. Di fatto, se arrivasse il nero su bianco Skriniar diventerebbe tra i più pagati della squadra. Un top player insomma. Uno di quelli da blindare in tutti i modi la prossima estate. C’erano già stati dei contatti a giugno, ma il giocatore ha preferito rimandare il tutto più avanti e con l’avvicinarsi della sessione invernale di mercato probabilmente l’Inter vorrebbe chiudere la faccenda.

6.5 A MAURITO – Prosegue anche la trattativa per il rinnovo di Mauro Icardi. Non ci sono particolari problemi tra le parti, Suning e il capitano dell’Inter si sono dati appuntamento più avanti, anche se persiste una piccola differenza tra richiesta e offerta. Wanda Nara e l’entourage del capitano chiedono una cifra vicina agli otto milioni, l’Inter è pronta ad arrivare vicina ai 7. C’è poi la clausola da 110 milioni che la dirigenza vorrebbe togliere o alzare a cifre inavvicinabili per evitare qualsiasi rischio. Ci sono poi le volontà di Icardi, più volte espresse in maniera chiara. Tra l’altro, l’Inter è un club in grande crescita e il capitano è consapevole che con questa proprietà si può arrivare in alto. Da non sottovalutare anche il fatto che lui e la sua famiglia a Milano sono perfettamente inseriti: non c’è motivo per andarsene.