Eriksen in azione contro il Benevento
Eriksen in azione contro il Benevento

Milano, 15 marzo 2021 - Da colpaccio di mercato a esubero, per poi rivelarsi giocatore decisivo, tutto nel giro di un anno. Un anno davvero strano quello vissuto da Christian Eriksen, la cui parabola all'Inter merita di essere studiata. Quando è arrivato, nel gennaio 2020, sarebbe dovuto essere il giocatore in grado di far fare alla squadra di Antonio Conte il salto di qualità. E invece, nella sua prima mezza stagione all'ombra della Madonnina, il danese non ha saputo incidere, colpa sua e di un modulo non adatto propriamente alle sue caratteristiche, lui che al Tottenham agiva da trequartista. "È stato il periodo più duro e impegnativo, ma ora sento che sono in grande ripresa", racconta l'ex Spurs all'emittente danese Sport TV2. 

Le difficoltà 

Il merito per la rinascita del classe '92 va riconosciuto al giocatore stesso e all'intuizione di Conte, che ha deciso di schierarlo davanti alla difesa per tentare di rilanciarlo. Specie dopo aver capito che nel mercato di riparazione Eriksen non si sarebbe mosso. Esperimento riuscito, perché da oggetto misterioso, il numero 24 si è trasformato in una risorsa. "A dicembre ero pieno di pensieri, si avvicinava il mercato. Non che volessi scappare, volevo davvero lottare per il mio posto, cosa che ho sempre dovuto fare. Ero sicuro che se fosse arrivata la mia occasione, probabilmente avrei provato a coglierla. Sento di averlo fatto. Ma prima è stato mentalmente difficile. Sono venuto per giocare a calcio, e quando non puoi farlo, è fastidioso. Fuori dal campo è stato tutto fantastico, Milano è una bella città e la famiglia sta bene. È stato sul campo che mancava qualcosa. Essere un giocatore dell'Inter è un onore, ma ovviamente il momento più bello è poter giocare. Sono stato davvero bravo a isolarmi e concentrarmi".

"Devo dimostrare ancora tanto"

Fino al momento della svolta, datata 26 gennaio, giorno del derby di Coppa Italia contro il Milan. "È iniziato tutto con il gol contro il Milan, la gente ha iniziato a guardarmi con occhi diversi. Dopo sono davvero migliorato di partita in partita - il parere di Eriksen - Sono contento che sia andata così. Penso che quella punizione abbia aiutato. Ha aiutato il modo in cui le persone guardavano le cose dall'esterno e ho avuto la prova che posso ancora giocare bene a calcio e posso calciare una punizione se c'è l'opportunità". Tornato a essere centrale nel progetto di Conte, adesso l'obiettivo di Eriksen è quello di restarci. "È fantastico che sia stato in grado di mettermi alla prova, ma sento ancora che ci sono molte cose che posso dimostrare. C'è ancora molto dentro di me. Ho scoperto quanto va veloce il calcio. È un su e giù. Lo vivo davvero giorno per giorno e poi dobbiamo vedere come va e cosa porta il futuro". 

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