Alexis Sanchez
Alexis Sanchez

Milano, 7 gennaio 2021 – E’ una Inter dipendente da Romelu Lukaku, soprattutto dal dischetto. La sconfitta di Genova è anche figlia del penalty che Alexis Sanchez non ha trasformato nei primi minuti, un problema, il prescelto dagli undici metri, che si palesa in casa Inter in assenza del gigante belga. Lo testimoniano i dati a conferma della freddezza di Lukaku a discapito dei suoi colleghi di reparto: il gigante buono ne ha segnati in carriera ben 24 sui 29 calciati.

Sanchez con 8 errori

In assenza di Romelu Lukaku l’Inter aveva ieri in campo due attaccanti, Sanchez e Lautaro, tra cui scegliere il battitore dal dischetto. E’ toccato al cileno, che però non ha nel penalty il suo punto di forza, anzi probabilmente è il punto debole. I dati Transfermarkt parlano chiaro, di 12 rigori calciati dal cileno ben 8 sono stati sbagliati o parati. In Serie A Sanchez ne ha segnato uno contro Joronen l’anno scorso, mentre in Premier ne ha siglati solo 3 con l’Arsenal dal 2016 al 2018, tra quelli sbagliati, oltre a Marassi, ce ne sono tre con l’Arsenal, tre con la nazionale e uno con il Manchester United.

Poteva toccare a Lautaro?

 

L’altra punta in campo al momento del rigore assegnato era Lautaro Martinez, ma l’argentino arriva proprio da un penalty sbagliato l’anno scorso contro il Bologna, quando Lukaku, per gentilezza sull’uno a zero per l’Inter, decise di consegnare la palla a Lautaro per farlo uscire da una piccola crisi realizzativa. Il risultato fu errore dal dischetto e rimonta del Bologna. In generale, Lautaro ha sbagliato gli ultimi due tirati, il penultimo è stato in Champions a fine 2019 contro il Dortmund, vinse l’Inter con gol del ‘toro’ che poi sbagliò dagli undici metri prima che Candreva siglasse il gol della staffa. Comunque l’argentino ha dati complessivi migliori di quelli Sanchez, anche se ne ha tirati meno: 4 segnati su 6. Ma già con la Roma, al di là dei dati dal dischetto, Conte spera di riabbracciare Lukaku che ormai è elemento cardine di tutta la coralità nerazzurra. L’assenza del belga pesa e nella rincorsa Scudetto sarà fondamentale averlo il più possibile. Poi la classifica, il Milan è rimasto a un punto ma da dietro c’è la risalita della Juve che, con il recupero contro il Napoli, può salire fino a meno tre dai nerazzurri e meno quattro dai rossoneri. La Vecchia Signora non abdica mai.

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