Antonio Conte, tecnico dell'Inter (Ansa)
Antonio Conte, tecnico dell'Inter (Ansa)

Milano, 10 luglio 2020 – C’è un’Inter che si butta via nel finale e lascia punti per strada fondamentali nella lotta Scudetto. Il problema rimonte subite inizia a diventare troppo grosso per non essere risolto in qualche modo, a maggior ragione se l’obiettivo della società è tornare ad alzare trofei in futuro. In questa stagione, infatti, se le partite durassero 75 minuti i nerazzurri sarebbero in vetta alla Serie A con tre punti di margine sulla Juventus.

LISTA LUNGA – C’è un ritornello ormai cronico che i tifosi nerazzurri conoscono: la difficoltà nel girone di ritorno. L’Inter cambia allenatori ma ha un problema endemico relativo ai cali nella seconda parte di stagione. Anche con Conte la squadra è partita a mille nel girone di andata ma con l’arrivo dell’inverno sono arrivati anche i punti lasciati per strada, un po’ come successo già altre volte con Mancini, Spalletti e compagnia. In questa stagione c’è poi un altro dato significante, ovvero l’incapacità di gestire i risultatnei quindici minuti finali di match. La lista di partite gettate al vento è lunga e parte dal 15 dicembre quando Vlahovic impattò al Franchi l’uno a uno al 92’ e privò l’Inter di due punti fondamentali nella lotta Scudetto. Lì è iniziata una sorta di pareggite in quel periodo a cavallo di Natale, l’11 gennaio Gosens pareggiava per l’Atalanta al 75’ – altri due punti persi – il 19 gennaio a Lecce Mancosu firmava l’uno a uno al 77’ mentre il 26 gennaio era l’ex Nainggolan a siglare il medesimo risultato a San Siro (totale di altri quattro punti buttati). Ma mica è finita qui, perché nel post lockdown la rimonta subita è diventata una fastidiosa abitudine: di sei partite giocate tre sono finite con il ritorno degli avversari. Il tre a tre pirotecnico con il Sassuolo ha visto l’Inter gettare per due volte la vittoria, pari definitivo di Magnani all’89’, contro il Bologna la rete del gambiano Musa Barrow ha sancito il colpo esterno di Mihajlovic all’80’, infine a Verona è toccato a Miguel Veloso prendersi la palma di castigatore nerazzurro all’86’. Alla lista si potrebbe aggiungere la sconfitta di Roma con la Lazio del 16 febbraio con rete di Milinkovic Savic al 69’. Facendo dunque un rapido calcolo aritmetico, l’Inter ha gettato alle ortiche ben 13 punti in 8 partite in cui è stata rimontata, un bottino che l’avrebbe issata in testa alla classifica con 3 punti di vantaggio sulla Juventus: 8 indizi fanno ben più di una prova.