Antonio Conte
Antonio Conte

Milano, 8 febbraio 2020 – E’ un derby pieno di attesa e aspettativa quello che si giocherà domani sera tra Inter e Milan. Da un lato c’è la lotta Scudetto con i nerazzurri a meno tre dalla Juve e con la Lazio che non ha sfruttato il turno con il Verona, dall’altro la rincorsa Champions League del Milan con il redivivo Zlatan Ibrahimovic. Le sensazioni di Antonio Conte alla vigilia della sfida.

INSIDIE – Si parte da quella che per definizione è una partita senza pronostico. Un derby esula da ogni contesto di valutazione: “I derby nascondono insidie – ha affermato Conte in conferenza – E’ anche difficile parametrarlo alla gara di andata in cui le squadre ancora non sapevano che tipo di percorso si sarebbe aperto davanti a loro, poi il Milan aveva anche un altro allenatore. Sappiamo che si tratta di una partita importante a Milano ma noi siamo concentrati sui punti, vincere vuol dire farne tre”. Un occhio anche all’avversario, assolutamente in ripresa e da non sottovalutare: “Per me il Milan vale molto di più dei suoi attuali punti – ha proseguito Conte – E’ una ottima squadra che ha anche aggiunto un campione come Ibra e ora sta vivendo un momento positivo. Serve avere massima attenzione”.

CICLO IMPORTANTE – Il mese di febbraio dà vita al rush finale per l’Inter che vivrà anche la semifinale di Coppa Italia e l’Europa League. Il pensiero di Conte: “Avremo un ciclo di gare importante e contro squadre molto forti, il Milan rientra tra queste – l’analisi del tecnico – Al netto delle squadre che affronteremo noi dovremo continuare sul nostro percorso di crescita, guardando più a noi stessi che agli altri. Finito questo ciclo avremo le idee più chiare sul nostro futuro”.

ERIKSEN – Ci sono poi i nuovi acquisti, e quello principe del mercato di gennaio, ovvero Eriksen, si candida ad una maglia da titolare. Il danese prosegue nel suo processo di inserimento: “Siamo contenti di averlo – ha precisato Conte – Lui ha caratteristiche ben definite e può entrare nella nostra idea di gioco. Lavoreremo con lui su entrambe le fasi di gioco perché entra in un mondo nuovo e in un campionato dove c’è più tatticismo. Ha bisogno del suo tempo per inserirsi nella nostra idea”. Ma tanto tempo non c’è e già domani dovrebbe essere titolare con Brozovic e Barella. Da ora in avanti non si scherza più.