Romelu Lukaku
Romelu Lukaku

Milano, 10 aprile 2020 – Quanti gol avremmo potuto fare assieme? Una settantina. Si chiude così la chiacchierata tra Adriano e Romelu Lukaku, due attaccanti che per certi versi si assomigliano e che in epoche diverse sono diventati idoli della tifoseria nerazzurra. Adriano sparava bordate e deliziava la platea qualche anno fa ai tempi di Moratti, Lukaku è invece il faro di questo rilancio targato Suning.

I SOGNI DI BAMBINO – Romelu Lukaku è cresciuto con l’Inter, prima quella di Ronaldo, il fenomeno, poi quella di Adriano, l’imperatore. Nel 1998 il belga veniva stregato da Luis Nazario da Lima nella finale di Coppa Uefa contro la Lazio, poco più tardi, a 12 anni, rimaneva estasiato dalle prodezze dell’altro brasiliano. Il comune denominatore era la maglia nerazzurra: “Guardavo sempre su Youtube cosa faceva Adriano – ha ammesso Lukaku – Non avevamo i soldi per la tv e dovevo aspettare la domenica per andare da mio padre e vedere come giocava. Adriano faceva gol e aiutava molto la squadra, un po’ come faccio io. Ci somigliamo”.

RONALDO – Lukaku è di fatto sempre stato interista, fin dal 1998: “Quando si è palesata l’opportunità di venire in Italia ho sempre pensato all’Inter – ha raccontato – La prima finale che ho visto è stata quella di Coppa Uefa nel 1998, c’era Ronaldo e da lì ho sempre pensato che un giorno avrei voluto vestire la maglia dell’Inter”. Con buona pace della Juve, che in estate ha provato a soffiarlo ai nerazzurri. Ora poi c’è Conte, che Lukaku considera un maestro: “I primi tempi non è stato facile in Italia, c’è un calcio molto tattico – ha proseguito Romelu – Ma Conte mi ha aiutato molto nei movimenti e anche il suo staff e i compagni mi aiutano. Volevo una squadra dove ci fosse gente in grado di aiutarmi. Il presidente Zhang? Fa grandi cose per noi”. Oggi il suo compagno di reparto è Lautaro Martinez, altro grande giocatore con cui Lukaku ha un rapporto speciale, ma perché non sognare e immaginare cosa avrebbero potuto fare assieme il gigante belga e l’imperatore brasiliano? “Avremmo fatto 70 gol all’anno”, la risposta all’unisono. Ma Adriano ha smesso e ora è tempo di pensare al futuro, cioè a Lukaku. “E’ il mio erede”, la chiosa dell’imperatore.