Massimo Moratti
Massimo Moratti

Milano, 25 ottobre 2021 – Inter-Juve non è mai una partita banale e difficilmente se ne vede una senza polemiche arbitrali. L’anno scorso il discusso rigore per il contatto Cuadrado-Perisic, quest’anno quello per il fallo di Dumfries su Alex Sandro non visto da Mariani ma dal Var, che poi ha portato all’onfield review. Insomma, i day after sono sempre quelli delle dichiarazioni e delle polemiche. A Radio Rai si è espresso anche l’ex presidente Massimo Moratti, il quale ha utilizzato il termine ‘rigorino’ per la Juve.

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Decisione che ferisce il sentimento dei tifosi


Sulla partita di ieri sera, pareggiata uno a uno, gol di Dzeko in avvio e poi il discusso contatto Dumfries-Alex Sandro, ha parlato anche Massimo Moratti. Sempre pacato ma puntuto l’ex presidente: “Non so se definirlo un rigorino – le sue parole a Radio Rai – Diciamo che è una situazione che ha un po’ rovinato la partita dal punto di vista del tifoso, mentre da quello tecnico non mi sembrava un episodio che potesse rovesciare la partita”. Decisione dunque discutibile per Moratti, che chiaramente ha un occhio di riguardo per la sua ex squadra: “Mi pare una decisione che ferisce il sentimento di chi va a vedere partite di questo livello, non solo gli interisti – la sua analisi – Di principio gli arbitri lasciano giocare, ma a volte accade il contrario e penso ai rosso in Bologna-Milan. Ci sono momenti di severità improvvisa. Possono anche essere decisioni giuste ma giocare con uno o due uomini in meno cambia il match”. Poi ancora sul rigore di ieri assegnato da Mariani: “Non mi è sembrato qualcosa di grave che obbligasse a intervenire”. Poi c’è l’Inter campione d’Italia in carica che avrebbe potuto recuperare due punti sulla vetta, invece resta il meno sette. C’è ancora la possibilità di Scudetto? “E’ un anno diverso da quello scorso – la chiosa di Moratti – Anche l’Inter è diversa, la squadra gioca bene, diverte, soprattutto nei primi tempi ma forse non ha ancora totale fiducia in se stessa. In chiave Scudetto i punti di distanza non mettono la squadra in sicurezza”.

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