Joaquin Correa
Joaquin Correa

Milano, 28 agosto 2021 – Il day after di Verona è un dolce svegliarsi per i tifosi nerazzurri. Alla prima sosta di campionato di Serie A l'Inter ha conquistato sei punti in due partite, con praticamente tutti gli acquisti estivi determinanti per le due vittorie. Calhanoglu a dominare il Genoa sette giorni fa, in rete anche Dzeko, il tucu Correa a imprimere il suo marchio nerazzurro sulla sfida di Verona, peraltro vinta in rimonta.

Correa show

Minuto 73, Simone Inzaghi ha visto la sua Inter impattare a inizio secondo tempo ma la porta di Montipò resiste agli assalti per il secondo. E’ il momento del tucu: ‘Chiama, chiama il tucu!’, la richiesta del tecnico agli assistenti. Tutto pronto, ultime indicazioni tattiche e l’argentino Correa subentra a Lautaro che aveva siglato l’1-1 e si era visto negare un rigore solare per intervento improvvido in area di Hongla. Di Francesco reagisce cambiando un difensore, per reggere la velocità del tucu, e mettendo la fisicità di Tameze in mezzo. Ma l’imponderabile, o forse no, disegna la favola perfetta del debutto. Vidal apre un tracciante che Darmian tiene in campo per qualche centimetro, giusto il tempo per controllare e buttare un cross in area dove guarda caso c’è lui, il tucu, che svetta sulla testa di tutti e disegna una parabola perfetta per il vantaggio. Partita in discesa, ma la sceneggiatura propone la doppietta, che arriva in pieno recupero con una rasoiata mancina nell’angolino. Correa nuovo re.

Dimenticato Lukaku

 

Il primo pensiero va ovviamente a Lukaku, che forse è dimenticato. Di sicuro l’Inter dovrà modificare il suo modo di giocare, Conte amava lanciare in campo aperto il belga e Hakimi, mentre con Dzeko e Lautaro servirà altro, ma Joaquin Correa può dare quella qualità e quella dote di gol necessaria a tenere l’Inter ai vertici nonostante due cessioni sanguinose. Il tucu ha gol ma anche visione di gioco, stoccate e assist, vedere il filtrante per Barella, e consente a Inzaghi di imbastire un gioco magari più ragionato senza perdere pericolosità offensiva. Insomma, è presto per disegnare nuovamente una Inter scudettata, di sicuro Inzaghi ha materiale per provarci.

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