Il presidente dell'Inter, Steven Zhang
Il presidente dell'Inter, Steven Zhang

Milano, 2 maggio 2020 – L’Inter e i suoi giocatori sarebbero pronti a riprendere l’attività a partire dalla fase 2: tutti i tesserati sono stati fatti rientrare in vista della possibile ripresa. Ma per farlo servono condizioni di sicurezza uguali per tutti, quindi il rispetto dell’eventuale protocollo sanitario che deve ancora essere accettato dal Comitato Scientifico e di conseguenza dal Governo.

IN EMILIA SI RIPARTE – In alcune regioni le squadre sono pronte e autorizzate a ripartire. In Emilia Romagna, ad esempio, è stata emessa una ordinanza regionale che consente gli allenamenti degli atleti professionistici a porte chiuse anche per discipline collettive, quindi anche il calcio. Di fatto, Bologna, Sassuolo, Spal e Parma potrebbero riprendere l’attività fisica, con distanziamento sociale, nei rispettivi centri tecnici. E’ il primo modo per parificare la posizione dei calciatori a quella degli atleti individuali che dal 4 maggio hanno avuto il via libera agli allenamenti. Bologna e Sassuolo hanno deciso di riprendere e far allenare i propri giocatori nei campi dei centri tecnici e non nei parchi pubblici, mentre Spal e Parma hanno dichiarato di voler prima aspettare il sì al protocollo della Figc.

L’INTER E’ PRONTA – I nerazzurri sono pronti per riprendere, la squadra è a Milano, la Pinetina è stata improntata per ospitare gli allenamenti dei calciatori rispettando le misure di sicurezza e sulla possibile ripresa del campionato il club è di posizione favorevole. L’Inter spera e preme verso una ripartenza del campionato, ma a patto che ci siano condizioni chiare e univoche per tutti. La salute per Suning viene prima di tutto e se ci saranno le condizioni sanitarie di sicurezza per il club nerazzurro non c’è nessun tipo di problema a riprendere l’attività. C’è voto favorevole per provare a riprendere se il Comitato Scientifico lo consentirà e se ci sarà un protocollo d’intesa dal punto di vista sanitario.