Antonio Conte (Ansa)
Antonio Conte (Ansa)

Milano, 6 luglio 2020 – E’ il tempo dei confronti e delle responsabilità in casa Inter. Dopo la sconfitta interna con il Bologna Antonio Conte ha alzato la voce in spogliatoio, ma soprattutto è rimasto a colloquio per quasi un’ora con l’amministratore delegato Beppe Marotta. La sensazione è che ora in tanti siano in discussione e che questo avrà ripercussioni sulle prossime decisioni di mercato per provare a riportare l’Inter stabilmente ai vertici della lotta Scudetto.

NON SIAMO GRANDE SQUADRA – L’Inter post Covid ha fatto emergere una certezza che ieri Antonio Conte ha dichiarato pubblicamente: non è ancora una grande squadra. L’incapacità di gestire i risultati, era già successo con la Samp, anche se con la vittoria, ma soprattutto nei match con Sassuolo e Bologna, lasciano trasparire una fragilità mentale che è il vero aspetto su cui la dirigenza e l’allenatore dovranno lavorare. Impensabile per una grande squadra gettare in quella maniera così tanti punti se l’obiettivo è tornare a vincere trofei. Stride poi il modo con cui i nerazzurri si lasciano sopraffare dagli eventi, quando cioè la partita appare in controllo. Conte ieri in spogliatoio è stato molto duro e schietto su questo punto, lui che alla Juve era un maestro nella gestione delle situazioni in campo e fuori.

PACCHETTO PRECONFENZIONATO – Ma dopo aver strigliato la squadra, Conte ha avuto un colloquio con Beppe Marotta anche in ottica futura. Il tecnico nel post partita si è preso le proprie responsabilità ma ha anche parlato di ‘pacchetto pre confenzionato’, quasi come a lasciar intendere che stia allenando un lascito delle precedenti gestioni e non una rosa totalmente in sintonia con la sua idea di calcio. E’ vero che a caldo diventa sempre complicato analizzare e pianificare le mosse future, ma la sensazione è che nel prossimo mercato possano esserci cambiamenti massicci in rosa oltre ai colpi già chiusi, Hakimi, e vicini, Tonali. L’Inter non poteva certo stravolgere tutto da un anno all’altro, ma è probabile che il tecnico si aspettasse una transizione meno lunga alla sua prima stagione nerazzurra. E se prima del Covid l’avvicinamento dell’Inter alla Juve sembrava più a portata di mano, ora la distanza si è nuovamente allargata e per un tecnico che odia la sconfitta come Conte è un macigno duro da mandar giù. Ed è stato proprio Conte ad ammetterlo nel post partita: ‘Se i miei giocatori avessero l’1% del veleno che scorre nelle mie vene…”.