Lautaro Martinez
Lautaro Martinez

Milano, 7 luglio 2020 – E’ il tempo dei confronti in casa Inter ma anche delle dichiarazioni pubbliche per provare a tenere la barra dritta nel finale di stagione che vede l’arrembante Atalanta farsi sotto e l’Europa League una volta terminato il campionato. Dopo l’inopinata sconfitta con il Bologna ha fatto il punto della situazione l’amministratore delegato Beppe Marotta, confermando due impressioni: l’arrabbiatura di Antonio Conte e la distrazione di Lautaro Martinez.

CONTE FURIOSO – Si parte proprio dal post Bologna, cioè dal confronto di un’ora tra dirigenza e allenatore: “C’era grande amarezza per aver buttato tre punti dopo la buona prestazione nella parte iniziale – ha affermato a Sky Marotta – Abbiamo fatto una disamina con il tecnico e soprattutto è stata espressa la nostra amarezza per il risultato sfuggito. Conte arrabbiato? Sì, Conte mostra un personaggio nuovo che con l’autocritica vuole ottenere molto di più da se stesso e dalla squadra”.

DUE NODI – Ma sono anche altri due i nodi da risolvere in casa Inter oltre ai punti gettati dalla ripartenza in avanti: Lautaro Martinez e Christian Eriksen. Si parte dall’argentino: “Noi non vogliamo vendere i giocatori più importanti – l’ammissione di Marotta – E’ chiaro che lui è un ragazzo giovane e queste continue voci lo condizionano, ma dobbiamo vedere anche il cammino fatto fino a qui. Abbiamo visto un Lautaro diventare grande giocatore nella prima parte di stagione portando su di sé l’interesse di tanti club”. E come si può uscire da questa fase di involuzione? “Deve ritrovare serenità per dare un contributo all’Inter”. Si passa poi a Christian Eriksen, mai realmente tornato quello del Tottenham da quando veste il nerazzurro: “Si è inserito con qualche difficoltà a gennaio in un reparto dove gli infortunati sono stati tanti, ma lui rimane un grande giocatore. Può dare sicuramente di più e anche qui Conte sta facendo un ottimo lavoro”. Marotta poi guarda ancora al bicchiere mezzo pieno: “Abbiamo patito solo quattro sconfitte, possono essere tante perché ci chiamiamo Inter ma se guardiamo il processo di crescita le considero tutto sommato poche”.