Il tecnico dell'Inter Antonio Conte insieme a Lele Oriali (Ansa)
Il tecnico dell'Inter Antonio Conte insieme a Lele Oriali (Ansa)

Milano, 2 agosto 2020 – Gelo in casa Inter a pochi giorni dall’Europa League, l’ultimo obiettivo stagionale rimasto alla squadra di Conte. Il day after Atalanta-Inter, che ha sancito la seconda piazza nerazzurra e un divario dallo Scudetto di un solo punto, non è di moderata gioia ma di guerra fredda interna. L’azzeramento del gap con la Juve, almeno in termini di punti, non ha placato i malumori di Antonio Conte che ha attaccato la dirigenza, rea di non aver difeso né lui né la squadra. C’è il rischio di una separazione? Forse no…

NIENTE ESONERO – Le parole di Conte non dovrebbero portare ad una reazione scomposta della società, soprattutto in vista dell’Europa League. Il tecnico salentino è stato scelto per riportare l’Inter al successo, anche a suon di milioni, e non avrebbe senso dal punto di vista economico esonerarlo. Ci sono probabilmente 12 milioni di motivi che spingeranno la dirigenza a confermarlo, anche perché dal punto di vista dei risultati la squadra ha fatto più o meno quello che doveva fare, con un pizzico di rammarico per il solo punto di ritardo dalla Juve. Ma è chiaro che nei rapporti interni qualcosa andrà calibrato, a maggior ragione se poi i panni sporchi spesso in questa stagione sono stati lavati in pubblico.

MERCATO AMBIZIOSO – Ma più che per le mancate difese d’ufficio, Antonio Conte preme sul delicato tasto del mercato. Il tecnico nerazzurro crede di poter battere la Juve, vuole però una rosa all’altezza e competitiva. E’ su questo tema che si giocherà la partita, cioè sugli acquisti di settembre. Conte vuole una rosa lunga e di qualità, perché è vero che nelle ultime uscite ha sempre difeso il lavoro dei giocatori ma in più di una circostanza ha parlato di poca esperienza a certi livelli e rotazioni corte. Sicuramente prima dell’Europa League ci sarà un chiarimento per ricucire lo strappo, anche se i 12 milioni di ingaggio sembrano blindare Conte al suo posto. Niente esonero, ma anche niente dimissioni. Forse…