Antonio conte durante la partita di Coppa Italia contro il Napoli
Antonio conte durante la partita di Coppa Italia contro il Napoli

Milano, 18 giugno 2020- A pochi giorni dalla ripresa del campionato, Antonio Conte fa il punto della sua Inter. L'allenatore nerazzurro ha concesso un'intervista alla tv cinese PP Sport, di proprietà del gruppo Suning, focalizzandosi sul percorso effettuato nel suo primo anno a Milano e sugli obiettivi da raggiungere entro la fine della stagione.

"Se devo trovare un lato positivo in questa emergenza è il tempo per focalizzarmi e cercare gli aspetti per migliorare l’Inter: chiedo sempre di alzare l’asticella, io per primo non mi accontento- ha dichiarato Conte- Ho avuto l’opportunità di rivedere i primi 7 mesi, andare in profondità sulla nostra rosa, le cose negative e le positive". A rendere orgoglioso l'allenatore è stata soprattutto la crescita dal punto mentale de''Inter che è riuscita in breve tempo a rialzarsi e lottare seriamente per lo scudetto: "Mi rende orgoglioso vedere come stia crescendo la mentalità di questa squadra. Noto che i calciatori sono consapevoli che se vogliamo essere competitivi e lottare per vincere, ogni singolo giocatore deve alzare il proprio livello".

La strada verso il trionfo però è ancora in salita: "Sappiamo di avere di fronte un percorso per tornare a vincere, senza scorciatoie, un percorso fatto di lavoro e sacrificio, di fatica e passione, ma al tempo stesso ho grande voglia e ambizione. Penso che si sia iniziato un bel percorso e quando si iniziano cammini del genere bisogna crederci e avere voglia di affrontare le difficoltà". Conte poi si è soffermato sui suoi giocatori, in particolare quelli che sono in fase di recupero e daranno una mano alla squadra in questa seconda parte del campionato: "Non dimentichiamo che in questi 7 mesi non siamo stati molto fortunati e abbiamo perso calciatori che stavano facendo bene. Adesso c’è la possibilità di avere tutta la rosa a disposizione e ci ho lavorato sopra. Alexis Sanchez è in buona condizione, abbiamo potuto lavorare anche con Eriksen, inserendolo nella giusta maniera e mettendolo al pari con gli altri dal punto di vista tattico e fisico. Abbiamo lavorato per farci trovare pronti e cercare di essere migliori. L’allenatore è come un sarto, deve cucire addosso alla squadra il miglior abito possibile".