Antonio Conte
Antonio Conte

Milano, 16 giugno 2020 – Mai più un gol stupido come quello preso nella semifinale di ritorno contro il Napoli. E’ questo il succo del discorso che Antonio Conte avrebbe fatto ai suoi alla ripresa dei lavori ad Appiano. D’altronde, l’Inter aveva di fatto comandato per i novanta minuti del ritorno meritando ampiamente la finale, ma quel gol preso in contropiede su rinvio del portiere ha condannato i nerazzurri all’eliminazione. E questo è l’aspetto sui cui Conte deve lavorare: malizia e furbizia.

MAI PIU’ – Nel calcio moderno sono gli episodi a fare la differenza, e l’Inter è stata punita oltremodo da un errore banale. Da una conclusione di Lautaro nasce il gol del pari del Napoli: rilancio di Ospina per Insigne, assist per Mertens e 1-1 che s di beffa. Tutto in dieci secondi e due passaggi. Bravo il Napoli, ma per Conte quel gol era evitabile. Marcature preventive, attenzione e malizia: su questo lavora il tecnico. Il confronto ad Appiano non è stato una strigliata verso la squadra, anzi, a Conte l’atteggiamento è piaciuto, il gioco anche, serve solo massima attenzione su situazioni all’apparenza innocue ma che poi possono rivelarsi fatali. E’ forse l’ultimo step che serve ai nerazzurri per raggiungere la Juve. Ma se c’è un vantaggio in questo rush finale di stagione è che non c’è tempo per pensare al passato e si può già guardare al futuro. L’Inter può andare a meno 6 dalla vetta vincendo il recupero con la Samp e rientrare in corsa per lo Scudetto, poi c’è l’Europa League che si giocherà a fine stagione con una sorta di Final Eight ma prima l’Inter dovrebbe affrontare in gara secca il Getafe. Insomma, imparare dagli errori commessi per non ripeterli più e puntare ad uno degli altri due trofei in cui l’Inter è ancora in corsa. Con la consapevolezza, come dice Conte, che non si può vincere da un giorno all’altro dopo nove anni di magra. E per farlo, oltre alla mentalità, si valutano nuovi acquisti per la prossima stagione: Tonali in primis, servono 50 milioni, ma anche Marash Kumbulla del Verona per cui Setti chiede 30 milioni.