Beppe Bergomi
Beppe Bergomi

Milano, 11 aprile 2020 – A chi non piacerebbe Federico Chiesa? Le qualità del giocatore sono indiscutibili, ma per Beppe Bergomi il 3-5-2 rischia di snaturarlo, fino al punto che forse sarebbe meglio non prenderlo a meno che non partisse Lautaro, in modo tale da lasciargli libero il ruolo di seconda punta. Il pensiero dello ‘zio’ è chiaro, e lo è ancora di più su Christian Eriksen, anche lui un ibrido in un modulo molto definito come il 3-5-2.

I dubbi su Chiesa

Si parte dal figlio d’arte, uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato. Lo cercano Juve e Inter, anche se un tifosissimo della Fiorentina come Matteo Renzi ha predetto un futuro in nerazzurro per Chiesa. Chissà come andrà a finire. Ma c’è un contesto tattico che può essere analizzato anche prima dell’avverarsi del sogno interista: “Onestamente non saprei in che ruolo metterlo – ha spiegato Bergomi a Gq Italia – Non puoi chiedergli tutta la fascia, si snaturerebbe. Montella lo ha messo a fianco di Ribery, Iachini sta facendo la stessa cosa. E’ chiaro che il giocatore mi piace, ma ho qualche perplessità sul 3-5-2”. Gli scenari possono comunque cambiare, soprattutto se l’Inter cedesse Lautaro Martinez: “Da interista spero di no perché l’argentino con Lukaku ha trovato l’alchimia perfetta, mentre con Icardi faceva fatica – ha proseguito lo zio – Se però guardo al fatto che Lautaro potrebbe essere ceduto allora si che Chiesa diventerebbe utile. I giocatori vanno inseriti nel giusto contesto, non basta che piacciano”.

La previsione azzecata su Eriksen

I dubbi di Beppe Bergomi però si erano palesati anche sull’arrivo di Christian Eriksen. Ora lo zio si prende una parte di ragione: “Ho ricevuto tante critiche per questo – il racconto dell’ex capitano – Eriksen è un giocatore diverso dai centrocampisti dell’Inter, ha grandi piedi, calcia le punizioni e fa gol, ma non è il tipo di giocatore che va sul recupero palla e sull’intensità, e anche in questo caso mi chiedevo dove Conte lo avrebbe collocato”. In effetti ancora non c’è un ruolo chiaro per il danese: “Conte non lo ha mai schierato titolare nelle partite importante, anche Eriksen ha tante potenzialità ma deve essere messo nelle condizioni di esprimerle e nel 3-5-2 la vedo difficile”. Però non è in discussione il valore di Conte: “Assolutamente no, le sue squadre le vedi subito con idee chiare e concetti semplici. L’Inter lavora bene per linee interne e nella ricerca delle punte, poi sugli esterni c’è qualche problema in più. C’è anche da dire che la squadra ha fatto meglio in trasferta, perché a San Siro ti aspettano”.