Cristiano Biraghi
Cristiano Biraghi

Bologna, 1 aprile 2020 – Ha vissuto il Triplete dalle giovanili e quasi dieci anno dopo è tornato per vestire la maglia della prima squadra. Cristiano Biraghi ha riallacciato il filo nerazzurro che lo legava fin da ragazzino a questo mondo, prima da semplice tifoso, poi da promettente elemento delle giovanili. Ne ha parlato lo stesso laterale sul sito ufficiale nerazzurro rispondendo alle domande social dei tifosi.

DA MOURINHO A CONTE – 2010, Biraghi ha 18 anni e cerca di ritagliarsi uno spazio importante nel calcio. Vede la prima squadra da giocatore delle giovanili, vede Mourinho, vede i gol di Milito, vede Zanetti alzare la Champions League: “Sono ricordi indelebili – ha ammesso Biraghi – Ero giovane, vedevo loro e sognavo di arrivare anche io a quei traguardi. Ero un bambino al parco”. Biraghi lascia l’Inter nel 2011, cambia sette squadre poi torna in estate su chiamata di Conte: “La trattativa era in piedi da qualche settimana – il racconto dell’esterno – Io continuavo a sperarci poi quando mi ha chiamato il mister ho capito che il sogno si stava realizzando”.

L’EMOZIONE – Ancora oggi Biraghi si emoziona quando indossa la maglia dell’Inter, squadra per cui ha sempre tifato: “Sono sempre stato interista – ha proseguito – Da bambino volevo solo Appiano, sono emozioni che se non provi fai fatica a descrivere. Adoro questa maglia e cerco sempre di dare il massimo. Gioco da calciatore e tifoso”. Poi c’è stato anche il primo gol: “Mi sarebbe piaciuto esultare con i tifosi, è stata una gioia a metà (gol contro il Ludogorets a porte chiuse, ndr), è da quando ho 13 anni che faccio il terzino e alla fine qualche soddisfazione me la sono tolta”. Ma ora si fa i conti con il calcio ai tempi del virus, le abitudini sono diverse per tutti: “E’ un momento difficile ma fortunatamente stiamo tutti bene – spiega Biraghi – Il mio primo pensiero è per le famiglie delle persone colpite e per chi sta cercando di fermare questo virus. Se dobbiamo trovare cose positive c’è sicuramente il fatto che possiamo stare di più in famiglia e riscoprire certi valori, cose normali che prima non si facevano più come una telefonata o una chiacchierata”. E quando si tornerà a giocare si tornerà anche in gruppo, quello dell’Inter è solido: “Ragazzi fantastici, forse il migliore che abbia mai trovato. Tutti sanno cosa vuol dire indossare questa maglia”.